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Il Pd fa la lista, Cardile decide oggi sennò è pronto Smacchi. In dieci escono dal partito

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L’Unione Comunale del Pd ha deciso di andare avanti con la propria lista di partito che avrà un candidato a sindaco (il sesto della serie dopo Filippo Farneti, Orfeo Goracci, Marzio Presciutti Cinti, Rodolfo Rughi e Filippo Mario Stirati). Il nome del momento è quello del cardiologo Marco Cardile, capogruppo consiliare. Deciderà entro oggi. Sennò è pronto il segretario cittadino e consigliere regionale Andrea Smacchi, che ha fatto passare la linea della candidatura istituzionale dopo il naufragio dell’accordo con la coalizione del sindaco ricandidato Stirati. La riunione, presieduta da Calogero Alessi, ha visto 25 presenti su 60 componenti l’organismo. C’è stato un confronto a tratti durissimo nel quale Smacchi ha ricostruito gli ultimi passaggi concordati con il commissario regionale del partito, Walter Verini, addossando alla coalizione di Stirati ogni responsabilità sul fallimento dell’alleanza. Smacchi ha ricordato di aver lavorato per riunificare il centrosinistra fino a rinunciare al simbolo e a esprimere giudizi positivi sull’operato di Stirati, del quale saranno ora invece avversari alle elezioni 26 maggio.

DISSIDENTI ALL’ATTACCO. C’è chi ha chiesto a Smacchi di azzerare tutto rinunciando a presentare la lista del Pd. E’ uscito allo scoperto Nicola Aloia che ha letto un documento firmato anche da Domenico Aloi, Ciro Carbone, Giovanni Manca, Christian Starace, Giorgia Vergare, Ilaria Pierini, Fabrizio Bellucci, Ugo Tacchi e Giuseppe Passeri. “Da oltre un anno – ha detto Aloia – lavoriamo per un processo graduale e condiviso di rinnovamento della classe dirigente del partito, per un centro sinistra largo plurale e civico, condividendo che si ripartisse dall’esperienza amministrativa della Coalizione guidata da Stirati. Oggi troppi passaggi hanno disatteso le nostre indicazioni per poter rimanere ancora in silenzio ed inermi di fronte a questa grave situazione. Da parte della segreteria del PD di Gubbio, abbandonato frettolosamente il progetto civico, accantonato il cambiamento del PD e buttato a mare il comitato promotore del progetto civico stesso, che non è mai stato messo nelle condizioni di potere operare, si è evidenziata tutta l’ipocrisia, la scarsa lungimiranza e la strumentalità nel non aver voluto perseguire quanto deliberato dagli organismi statutari. Per questo motivo intendiamo rassegnare le nostre dimissioni dalla segreteria e dall’Unione Comunale del Pd di Gubbio e chiediamo al commissario regionale on. Walter Verini di avocare a sé le funzioni del PD di Gubbio per non lasciarlo in mano a chi lo destinerebbe nuovamente all’opposizione ed ai minimi storici”.

CHI RESTA. Smacchi tira dritto e confida che la lista mantenga l’ossatura già predisposta quando doveva allearsi con Stirati. Avrebbero confermato la propria adesione 18 su 24 candidati iniziali. Di sicuro non ci saranno Francesco Zaccagni, consigliere comunale uscente e pronto a candidarsi con il Psi al fianco di Stirati, Giovanni Manca e Giorgia Vergari della Mozione Giachetti-Ascani. In posizione fortemente critica, con le dimissioni dalla segreteria, anche Gianni Fabbretti della Mozione Zingaretti.