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Mai tanti big a Gubbio. Salvini e Meloni le star. Di Maio ha chiuso la serie. Pd defilato

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Il fac simile della scheda elettorale per le elezioni regionali di domenica in Umbria

Chi l’avrebbe mai detto: a Gubbio (come in tutta l’Umbria) si stanno vedendo in campagna elettorale più leader del centrodestra che della sinistra nel suo feudo di sempre. Per il governo della Regione mai come stavolta la battaglia è aspra e all’ultimo voto perché lo scandalo di Sanitopoli, con le dimissioni di Catiuscia Marini e le elezioni anticipate, mette in difficoltà l’apparato che detiene il potere ininterrottamente dal 1970, anno dell’istituzione delle Regioni.

I leader del centrodestra si stanno fiondando a ripetizione in cerca di consensi. L’approdo di Matteo Salvini a Gubbio ha scatenato una partecipazione clamorosa risvegliando come contraltare il rigurgito dei nostalgici del comunismo visto il drappello degli irriducibili guidati da Fabio Sebastiani, segretario del neorinato Pci, con tanto di megafono. Bagno di folla anche per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, e la Lega è tornata con Giancarlo Giorgetti, l’ex segretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri che però ha scelto un profilo più basso incontrando dirigenti e militanti a pranzo in un ristorante al posto del bagno di folla.

Un assalto del genere non conosce precedenti a Gubbio, storica roccaforte della sinistra al punto da esprimere un’amministrazione comunale di Rifondazione Comunista per dieci anni come caso più unico che raro. I leader dei palazzi romani della sinistra la snobbavano spesso, presentandosi per qualche apparizione soltanto quando c’era da prendere consensi nel proporzionale puro con le preferenze o il maggioritario di collegio (famosi i blitz di Ingrao e Veltroni) nei giri elettorali di routine. È del tutto evidente che oggi lo scenario è cambiato.

L’alleanza Pd-5 Stelle cerca di farsi largo nel tentativo di contrastare l’impronta salvinista e per spostare i contenuti del confronto nei confronti di chi fa notare ripetutamente che i 5 Stelle si sono alleati con il Pd dopo averlo denunciato sulla vicenda dei presunti concorsi truccati in sanità. Il centrosinistra ha portato a Gubbio due esponenti di governo, il viceministro al Ministero dell’Istruzione Anna Ascani (tifernate renziana che ha deciso di restare nel Pd non seguendo Renzi nel nuovo partito Italia Viva), Giancarlo Cancelleri dei 5 Stelle, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Martina della segreteria nazionale del Pd e già segretario del partito. L’ultimo della serie è stato ieri sera al centro servizi Santo Spirito il capo politico dei pentastellati e Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Dei big provano a giovarsi, oltre ai candidati Donatella Tesei del centrodestra e Vincenzo Bianconi del centrosinistra, gli eugubini nelle liste per il Consiglio Regionale. A Gubbio ci sono 10 candidati: la commercialista Ernesta Cambiotti nella lista Umbria Civica a sostegno della candidata presidente di centrodestra Donatella Tesei; la giovane Martina Carletti del Fronte Sovranista Italiano candidata alla presidenza sostenuta dalla lista Riconquistare l’Italia; l’imprenditore Pasquale Di Bacco con il candidato presidente Claudio Ricci; il dirigente di banca Vittorio Fiorucci nella lista della candidata presidente del centrodestra Donatella Tesei; l’avvocato Francesco Gagliardi nella lista Umbria Civica a sostegno della candidata presidente di centrodestra Donatella Tesei; Cecilia Passeri nella lista Fratelli d’Italia a sostegno della candidata presidente di centrodestra Donatella Tesei; il consulente Leonardo Nafissi nella lista del candidato presidente Vincenzo Bianconi sostenuto da Pd e 5 Stelle; Mattia Pierotti, Fabio Sebastiani e Fabio Vergari nella lista del Partito Comunista che sostiene il candidato presidente Emiliano Camuzzi insieme a Potere al Popolo.