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Staccò mezzo orecchio alla fidanzata: ammette e chiede scusa ma la parte civile non accetta

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La sede del tribunale di Rimini

E’ sotto processo a Rimini il trentaduenne eugubino che il 25 novembre dell’anno scorso in una discoteca di Saludecio, nel riminese, ha sferrato all’improvviso un morso all’orecchio destro della trentaseienne che stava con lui nel locale, fino a staccarle di netto più di mezzo padiglione auricolare. Il ragazzo ha ammesso le proprie responsabilità e si è scusato: l’ha fatto con una dichiarazione spontanea davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale riminese, Vinicio Cantarini, nel dibattimento che lo vede imputato con l’accusa di lesioni personali gravissime aggravate dai futili motivi legati a una generica e immotivata gelosia. Il processo si svolge con rito abbreviato, che garantisce lo sconto di pena di un terzo in caso di condanna.

Si è scusato del gesto violento con la giovane donna, che non era presente in aula, tornando poi a dare la stessa versione fornita all’indomani dell’arresto: sostiene di essere stato annebbiato dall’alcol e provocato dalla ragazza per una battuta che lei nega di avere mai pronunciato. Questa versione è credibile secondo l’avvocato Ubaldo Minelli che difende il giovane e punta alla concessione delle attenuanti generiche. “Si tratta di scuse che non valgono e non possono essere accettate”, ha replicato in udienza Roberto Fiorucci, l’avvocato pietralunghese di parte civile, ritenendo che la ricostruzione «getta discredito sulla ragazza con l’unico fine di carpire la benevolenza del giudice”.

Per il pubblico ministero Luigi Sgambati poco importa il contesto e le circostanze, ma conta solamente il fatto materiale. Il giudice Cantarini ha deciso che la ragazza non verrà ascoltata, ritenendo probabilmente che i fatti sono chiari e il movente dell’aggressione non fa la differenza. Vuole vederla di persona per capire se contestare o meno l’aggravante prevista in casodi sfregio permanente, circostanza che peserà sulla quantificazione della pena. L’udienza decisiva è prevista dopo la metà di dicembre.

La storia di un anno fa ha colpito facendo il giro dei media, compresa la foto postata su Facebook in cui in primo piano si vede la benda che le copre l’orecchio che il fidanzato le ha staccato quasi completamente, con la breve emblematica didascalia “Denunciate, non state in silenzio”. La donna era stata dapprima ricoverata all’ospedale di Cattolica per poi essere subito sottoposta ad Assisi al primo di una serie di interventi per la ricostruzione dell’orecchio.

“Non sarei mai dovuta tornare con lui”, ha confidato mentre l’ex fidanzato veniva rinchiuso nel carcere riminese dei Casetti. Non era la prima volta che la coppia andava in quel locale della riviera, come non era la prima volta che lei subiva le aggressioni del giovane di cui si diceva innamoratissima per poi denunciarlo per stalking a causa della sua gelosia ossessionante e tornare successivamente con lui. Quella notte a Saludecio erano insieme nella vasca idromassaggio della spa quando avevano cominciato a litigare quando improvvisamente lui le ha afferrato l’ha testa e le ha azzannato l’orecchio, staccandogliene buona parte.

Sono stati gli altri clienti a sentire le grida disperate e hanno allertato il titolare del club che si è trovato di fronte a una scena da film dell’orrore. Non ha perso tempo, ha caricato la donna in macchina e l’ha portata all’ospedale di Cattolica, dove i medici hanno subito avvisato i carabinieri. Nel frattempo, il fidanzato era scappato dal locale, ma non sapeva come fare a tornare a casa poichè erano arrivati da Gubbio con l’auto di lei. Ha chiamato i genitori che sono andati a prenderlo e l’indomani mattina gli agenti di Cattolica l’hanno arrestato.