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Lega: “Perché abbiamo detto no al bilancio di previsione”

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Intervento del gruppo consiliare della Lega con Angelo Baldinelli, Michele Carini e Stefano Pascolini: “La nostra posizione contraria, nei confronti del bilancio di previsione per il triennio 2020-2022 e delle aliquote per Imu-Tasi e Irpef per l’anno 2020, è dettata dalla non condivisione delle scelte politiche di questa Amministrazione che dimostra poco coraggio a prendere decisioni forti per dare uno slancio al territorio di Gubbio in termini di lavoro.

Il tema del lavoro deve essere per noi il fulcro dell’azione politica, considerando che dagli ultimi dati pubblicati dalla CGIL riferiti all’anno 2018 il nostro comune registra il più alto tasso di disoccupazione regionale al 9.8% (media regionale 9.1%) e gli inoccupati e disoccupati superano gli occupati.

Da un lato ci auspichiamo che i lavori finanziati si sblocchino al più presto per cominciare a dare ossigeno al tessuto economico locale e che l’amministrazione si affidi a figure professionalmente capaci per attrarre sempre più finanziamenti da Regione-Stato-Europa destinati allo sviluppo economico, perché è solo attraverso queste risorse che la nostra città può giocarsi la partita.

Il comune ovviamente non deve sostituirsi all’imprenditore ne tantomeno essere completamente assistenzialista, ma come prevede lo statuto ha il ruolo di essere il promotore dello sviluppo di qualità del proprio territorio valorizzando le varie risorse culturali, ambientali e sociali ed ha il ruolo di favorire l’iniziativa economica.

Purtroppo nella visione di città proposta con il bilancio questo non si vede e le poche risorse destinate allo Sviluppo economico e competitività ed al settore Turismo che hanno come obiettivi e compiti quelli sopra citati confermano le difficoltà di questa amministrazione di consorziare tutte le risorse imprenditoriali di qualità del nostro territorio che fungano da volano per la crescita economica e per l’abbattimento delle diseguaglianze sociali e rendere attrattivo il nostro territorio per industrie e PMI.

Capitolo aliquote: abbiamo proposto di rimodulare l’IMU, che è tra le più alte in Umbria, per gli immobili destinati ad attività commerciali ed artigianali ipotizzando aliquote favorevoli per i proprietari di locali all’interno del Centro Storico in ottica della valorizzazione dello stesso.

L’addizionale Irpef scaglionata è la fotografia della situazione socio economica della nostra città; da un lato concordiamo nello scaglionamento per fasce di reddito deciso nel 2018 per venire incontro ai minori redditi di famiglie e imprese, peraltro applicato in pochissimi comuni umbri, da un lato riteniamo opportune delle azioni decise per ridare valore ai redditi e di conseguenza per i gettiti nelle casse comunali che hanno visto diminuire i flussi in questa voce di imposta.

Per la Tari rimaniamo in attesa che l’Arera definisca le modalità di applicazione delle tariffe per il 2020, abbiamo comunque notato che nelle tariffe domestiche la parte variabile negli anni è sempre cresciuta come anche nelle non domestiche nel 2017 si è avuto un incremento. Auspichiamo nelle riduzioni previste del 4% come dichiarato dalla assessorato.

Concludiamo rispondendo a chi dalla maggioranza ha accusato le opposizioni di criticare a prescindere senza essere propositivi.

Il nostro Gruppo Consiliare, dall’insediamento, ha presentato ben 30 atti tra interrogazioni, interpellanze, mozioni e OdG sottoponendo a questa amministrazione delle problematiche e dei temi sensibili alla cittadinanza e dando delle soluzioni che molto spesso sono state prese da spunto dalla Giunta ancor prima di passare dal Consiglio Comunale”.