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Discarica di Colognola, Stirati esce dall’inchiesta

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La discarica di Colognola

E’ stata archiviata con il non luogo a procedere la posizione del sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, nella vicenda giudiziaria legata alla gestione della discarica di Colognola dopo la conclusione delle indagini notificate dalla Procura della Repubblica di Perugia nel novembre 2018, mentre restano in sospeso le posizioni del dirigente comunale Raffaele Santini (già responsabile dell’ambiente oggi ad altri settori), Silvia Pagnottella (funzionaria responsabile del procedimento), il tecnico assistente di discarica Enrico Minelli e i due tecnici della Cooprogetti Valter Fabio Filippetti e Luigino Capponi. Stirati, che ha peraltro ereditato certe situazioni, si è sempre detto tranquillo riponendo massima fiducia nell’operato dei dirigenti e tecnici coinvolti.

La storia, che fece parecchio rumore, riguarda reati ambientali e successive questioni su procedure e affidamenti prefigurando – secondo l’accusa – l’abuso d’ufficio. Nell’indagine condotta dal sostituto procuratore Carmen D’Onofrio, sulla scorta degli accertamenti condotti dai Carabinieri del Noe, sono stati contestati a vario titolo una serie di reati ambientali che vanno dall’omissione di effettuare il monitoraggio mensile all’omesso campionamento trimestrale delle acque di ruscellamento, oltre a rilievi sullo scarico di acque reflue industriali in fognatura.

Si è aggiunto un altro filone dell’inchiesta riguardante i sette atti di proroga dell’affidamento in economia e cottimo fiduciario della direzione tecnica degli impianti di Colognola alla Cooprogetti, ravvisando il magistrato la violazione del decreto legislativo numero 163 del 2006 e del regolamento comunale dei lavori e forniture in economia.

“Attribuire al sindaco responsabilità meramente tecniche – dichiarò Stirati quando esplose il caso – mi sembra fuori luogo. Vero è che il Comune è il proprietario della discarica e non c’è una società che la gestisce, come nel caso di altre realtà, e Gubbio paga un’anomalia del passato per cui l’impianto non è mai stato inserito nel Piano regionale dei rifiuti ed è sempre stato fuori della programmazione regionale. Nelle indagini si parla di un’arco di tempo di 15 anni ma io posso rispondere degli ultimi 4 anni e in questo periodo del mio mandato amministrativo tutto si è svolto alla luce del sole, secondo i principi di trasparenza, correttezza e onestà a me cari”.