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Pd ancora nel caos. Ubaldo Casoli: “Così non va, va rifondato”. Fabbretti vuole mettere le mani sul partito

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Ubaldo Casoli

‌Mentre c’è un comitato di reggente con il consigliere comunale Marco Cardile, Francesco Filippetti e Luca Naticchi che ha il compito di traghettare il partito di Gubbio verso il congresso, nel Pd riparte lo scontro senza frontiere. L’architetto cinquantunenne Gianni Fabbretti tesse la tela per mettere le mani sulla segreteria, tenendo i contatti con i vertici perugini. Chi scuote la pianta è Ubaldo Casoli. “Credo sia ora di dire basta – attacca l’ex consigliere regionale -, ho letto il comunicato uscito dopo sei mesi di assoluto silenzio che dice come dovrebbe ripartire il partito in vista del congresso. Non essendo potuto essere presente, ho inviato un contributo scritto che è stato oggetto di ironia sciocca. Perché? Perché indicava un cambio radicale di rotta. Già nei criteri e nelle modalità dell’individuazione di chi doveva accompagnare il partito al congresso. In una discussione di pochi, come niente fosse successo hanno nominato tre persone sulle quali personalmente non ho nulla da dire, tra l’altro è logico che il consigliere comunale ci sia, ma con le logiche tutte interne e come niente fosse successo, con il chiaro obbiettivo dell’autoconservazione. Ma come può un gruppo dirigente inadeguato e impopolare – se si prende il 23 per cento alle Europee ed il 7 per cento alle Comunali significa solo questo – arrogarsi ancora il diritto di fare e disfare? Non l’ho mai fatto, ma devo appellarmi alle firmalita: quella decisone è nulla in quanto frutto di una riunione convocata da un presidente dimissionario e senza una parvenza di numero legale per assume alcuna decisione. A meno che, quanto assunto non venga sancito dal commissario regionale che individua quelle tre persone come commissari. A quel punto mi rimetto, ma sia chiaro che così si nega ogni possibile seria rifondazione del Pd a Gubbio della quale c’è assoluto bisogno”.