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Santubaldari pieni d’entusiasmo al veglione. Maria Laura Rosi è la Miss

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Entusiasmo e partecipazione al primo dei veglioni ceraioli che a Gubbio caratterizzano la lunga vigilia verso il 15 maggio. Stavolta i santubaldari hanno giocato d’anticipo, poiché di solito ad aprire il trittico sono i sangiorgiari che stavolta invece si ritrovano sabato prossimo. La lunga notte di ieri è culminata, al park hotel Ai Cappuccini, con l’ideale passaggio del testimone tra il Capodieci del 2019, Pietro Menichetti, e il successore Alessandro “Pittino” Nicchi circondato dal Capocetta Silvano Angeloni, suo amico di lungo corso, dall’entusiasmo generale dei presenti e con al fianco la Miss Santubaldara Maria Laura Rosi, giovane studentessa figlia di Francesco ceraiolo di provata fede eletta all’unanimità.

Con la tradizionale fascia gialla ha posato accanto al Capodieci Nicchi e sarà così anche la mattina del 15 maggio nella sfilata ceraiola. Sono intervenuti sul palco il sindaco Filippo Mario Stirati, i Capodieci Fabio “Coderoscio” Uccellani di San Giorgio e Andrew Tomassini “dei Muli” di Sant’Antonio con i Capitani, Eric Nicchi e Paolo Procacci, con il presidente dell’Università dei Muratori Fabio Mariani, e i presidenti delle altre due Famiglie ceraiole, Patrick Salciarini di San Giorgio e Alfredo Minelli di Sant’Antonio, con Stefano Casagrande per la Compagnia dei Campanari.

Ha guidato la serata il presidente della Famiglia dei Santubaldari, Ubaldo Minelli, mentre la ribalta con Nicchi se la sono presa anche Tommaso Piccotti Capodieci del Cero Mezzano per i santubaldari e Alessandro Rogari del Cero Piccolo. La coreografia, realizzata dalle santubaldare, ha richiamato i temi della festa con particolare riferimento al rito dell’Alzata che al mattino in piazza Grande rappresenta l’inizio della corsa tra spettacolo ed emozioni. In un pannello hanno riprodotto la scalea del palazzo dei Consoli con i ceraioli di Sant’Ubaldo in festa. Il Capodieci Nicchi ha avuto parole di affetto per la famiglia, nel ricordo del padre Enrico e del nonno Angelo che è stato Capodieci nel 1964 e Secondo Capitano nel ’65, e gli amici che l’hanno circondato di attenzioni.