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Caso Goracci, il Consiglio Comunale decide giovedì prossimo sull’incompatibilità. Si va verso l’esclusione?

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L'ex sindaco Orfeo Goracci imputato al processo Trust

Che fine farà il consigliere comunale Orfeo Goracci, eletto all’opposizione dopo la corsa a sindaco nel maggio scorso? Si discute sulla posizione di incompatibilità prevista dall’articolo 69 del Decreto Legislativo numero 267/2000 in quanto un eletto non può avere contenziosi legali con il Comune salvo che questi non siano nell’esercizio della funzione. Goracci ha chiesto al Comune di Gubbio un risarcimento di 18mila euro per le spese legali sostenute nell’inchiesta Trust relativamente ai 21 capi d’imputazione per i quali è stato prosciolto sui 36 contestati.

Giovedì prossimo, 27 febbraio, è stato convocato il Consiglio Comunale di Gubbio che dovrà esaminare la memoria difensiva dell’ex sindaco con la relazione del segretario generale Claudia Bianchi e adottare la deliberazione definitiva in ordine alla contestazione di incompatibilità. Si tratta del punto 13 all’ordine del giorno della seduta pomeridiana fissata per le ore 16. Ci sarà un voto dell’aula.

Goracci nella memoria difensiva del suo legale sostiene che tutti i capi d’imputazione del proscioglimento riguardano la sua persona in qualità di sindaco e non per fatti personali, compresa la questione del proscioglimento dall’accusa di violenza sessuale aggravata. Il giudice in primo grado ha respinto, nel giugno 2019, la richiesta economica di Goracci.

L’orientamento sembra quello di ritenere che questi capi d’imputazione siano legati a vicende personali e non nel ruolo di sindaco. L’intera vicenda giudiziaria vede fin dall’inizio l’accusa a Goracci – sia nei reati prosciolti che in quelli che hanno originato il rinvio a giudizio con il processo di primo grado in corso al tribunale di Perugia – di aver messo in piedi dal 2001 un sistema di potere finalizzato a trarre vantaggi politico-elettorale favorendo taluni a scapito di altri (accuse sempre respinte da Goracci che rivendica la legittimità degli atti adottati). Questa valutazione sembra portare tanto la relazione del segretario generale Claudia Bianchi quanto l’assemblea di palazzo Pretorio a ritenere incompatibile la posizione di Goracci, che potrebbe essere escluso dal Consiglio Comunale lasciando il posto al primo dei non eletti.