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Il bel tempo invoglia gli eugubini a uscire: i social “condannano” assembramenti e passeggiate “troppo” affollate

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Poche persone nel pomeriggio al Teatro Romano nel primo giorno di "zona protetta" eugubina

In serata è arrivata la conferma di quanto si andava già intuendo da ore: l’Italia chiude i battenti, con attività e negozi chiusi senza alcuna distinzione, ad eccezione di quelli legati a generi alimentari, farmacie e parafarmacie (quindi generi di prima necessità), agli uffici di pubblica amministrazione e ad alcuni servizi definiti “essenziali” quali trasporti, banche, poste, assicurazioni e istituti finanziari. Verranno consentite le consegne d’asporto per ciò che riguarda i ristoranti, mentre bar e pasticceria dovranno abbassare le saracinesche. Una chiusura netta che in un primo momento sembrava dover toccare solo alcune regioni del Nord, ma che è stata estesa per evitare la diffusione in altre aree del Paese ad oggi ancora lontane dai numeri fatti registrare da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

POCA ATTENZIONE. Anche a Gubbio, dove invero già nei giorni scorsi molte attività avevano deciso di chiudere e di attendere l’evoluzione delle vicende nazionali prima di sciogliere la riserva limitatamente alla riapertura, da domani saranno pochi gli esercizi effettivamente aperti. E già nella giornata di mercoledì 11 marzo, la prima dopo l’estensione a “zona protetta” a tutte le regioni, i primi segnali di una situazione ben diversa rispetto ai giorni precedenti si è avuta, unitamente alla percezione di una maggiore consapevolezza da parte di tutti i cittadini di evitare il più possibile gli spostamenti, seguendo alla lettera il motto #iorestoacasa fatto proprio dal Governo e da tantissimi testimonial. Non sono mancati però comportamenti che hanno suscitato perplessità, con moltissime persone che attratte dalla bella giornata dal vago sapore primaverile che hanno lasciato le loro abitazioni, concedendosi una passeggiata all’aria aperta. In alcuni casi, però, dimenticandosi completamente di mantenere la distanza di sicurezza di un metro, e anzi contravvenendo anche alla disposizione di evitare assembramenti.

TROPPI ASSEMBRAMENTI. Il decreto del 09.03.2020 non vieta la possibilità di svolgere attività motoria e sportiva all’aperto, specificando però che questa debba essere esercitata attenendosi a quanto stabilito, evitando di svolgerla in gruppo per non pregiudicare la distanza di sicurezza di un metro (per questo vengono suggeriti sport individuali come running e ciclismo, o al limite la classica passeggiata). Molti eugubini hanno però fatto notare che in alcune aree, in particolar modo al parco della Vittorina e nella zona dell’anello di Zappacenere (ma anche nelle strade di Ferratelle, solitamente molto affollate da giovani e adulti, e in misura minore nel parco del Teatro Romano), gli assembramenti di persone erano fin troppo evidenti, tanto da non mancare di rimarcarlo sulle chat e sui canali social. Il tutto nonostante i numerosi appelli, giunti anche da esponenti politici locali, che nel corso della giornata a più riprese hanno rimarcato l’importanza di non eludere quanto stabilito nei decreti. Con le nuove decisioni prese dal Governo si potrebbe assistere a un’ulteriore stretta: resta da capire bene anche la questione dell’autocertificazione che il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha indicato come necessaria anche per chi esce per una passeggiata. Dubbi che verranno dissolti  nelle prossime ore, ma che nulla tolgono alla necessaria presa di coscienza da parte di tutti i cittadini di evitare comportamenti attualmente definiti fortemente a rischio per la salute pubblica.