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Dopo l’emergenza per Stirati si apre la fase del rimpasto in Giunta. Manovre anche tra i consiglieri comunali

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Palazzo Pretorio sede del Comune

Il rimpasto in giunta e le manovre nella maggioranza in Consiglio Comunale a Gubbio sono frenate dal coronavirus, ma passata l’emergenza il sindaco Filippo Mario Stirati avrà il suo da fare per rimettere ordine e placare i mal di pancia diffusi tra gli alleati. Tira aria di rivendicazioni e riposizionamenti che n nelle scorse settimane, prima dell’emergenza, hanno messo il sindaco in forte difficoltà con la necessità di mediare e trovare contromisure (una di queste è il bando per l’addetto stampa che Scelgo Gubbio aspettava da ottobre quando è andata in pensione Anna Buoninsegni).

Sono previsti cambiamenti, come vuole la lista civica Scelgo Gubbio, pur se Stirati farà di tutto per conservare l’attuale composizione mediando eventualmente su una ridistribuzione interna delle deleghe. Tra gli alleati spiegano così il fatto che ultimamente il sindaco ha difeso la sua squadra intensificando la comunicazione con il coinvolgimento a rotazione dei sette colla- boratori per mostrarne tutto il dinamismo e l’incisività possibili. Sotto tiro ci sono gli assessori Simona Minelli, Valerio Piergentili e Oderisi Nello Fiorucci, tutti espressione del movimento Libero e Democratici (LeD), per i quali si vorrebbe un tagliando.

Si guarda anche allo scenario tra i consiglieri comunali dopo la mossa di Giovanni Manca e Giorgia Vergari che il 31 gennaio hanno lasciato i LeD per costituire il gruppo Misto pur restando nella coalizione di Stirati. Altri esponenti degli stessi LeD hanno fatto al presente a Stirati di non condividere la linea generale, tanto da autoemarginarsi rinunciando perfino a qualche seduta consiliare al di là delle motivazioni sull’assenza.

Manca e Vergari sono pronti ad accogliere altri dissidenti e puntano a coinvolgere soprattutto Marco Cardile, capogruppo del Pd, che in questa fase aspetta l’evolversi della situazione nel partito dopo il tesseramento e la prospettiva del congresso locale. Il clima nel Pd resta teso per la storia delle tessere che avrebbe già in pratica designato un vincitore: si starebbe materializzando un’alleanza tra Manca, Vergari e Gianni Fabbretti per fare di quest’ultimo il nuovo segretario.