Home Attualità Presciutti Cinti: “Il sindaco deve assumersi le sue responsabilità. Gestione inadeguata”

Presciutti Cinti: “Il sindaco deve assumersi le sue responsabilità. Gestione inadeguata”

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La situazione in corso Garibaldi nel pomeriggio del 15 maggio 2020

Presa di posizione di Marzio Presciutti Cinti, consigliere comunale già candidato a sindaco di Gubbio sostenuto dal centrodestra, su quanto accaduto venerdì scorso: “Passata la tristezza dei giorni scorsi, o forse ancora no; celebrato e rispettato il nostro Santo Ubaldo, è venuto il tempo dei bilanci e delle dovute conclusioni. Il sindaco Stirati ha, ancora una volta, fallito miseramente nell’adempiere al suo compito. Ha dimostrato nuovamente la sua scarsissima vocazione alla leadership, l’inesistente capacità manageriale e, non ultimo, una pessima vena comunicativa. Insomma, un vero e proprio disastro. Questo è il mio giudizio, costruito sulla storia recentissima delle ultime settimane e non sulla puerile necessità di polemizzare sempre e comunque. Ripercorriamo questa povera storiella.
Quando già importantissime municipalità Europee, tra cui Siena con il suo Palio e Pamplona con la sua famosa corsa dei tori, avevamo chiarito senza se e senza ma che, purtroppo, il pericolo Covid 19 aveva imposto la sospensione di storiche manifestazioni popolari, il nostro rincorreva il canto dolce, semplice, soave, del neo sovranismo LeD professando con apparente risolutezza il principio dell’autodeterminismo eububino, avocando a se tutte le eventuali responsabilità civili e penali, come un moderno cavaliere lancia in resta contro le direttive del governo. Ne parlava disinvolto e fervente in Conferenza dei Capigruppo; lo ripeteva in ogni sede, tanto che forse, ad un certo punto, quasi si fosse autoconvinto della castroneria che andava rivendendo ai suoi accoliti. Pensare che un sindaco potesse andare contro il Prefetto era una idea naif, ma vi giuro che l’hanno veramente raccontata. Rinsavito, passa la palla al Tavolo dei Ceri. Peggio di prima. Esce un programma bislacco, una festa dei Ceri in forma Privata, solo per pochi fortunati seduti di poltrone importanti. Lo pubblicano in pompa magna. Per fortuna, alla fine, il nostro eugubino Doc capisce di non conoscere bene la sua città, i suoi concittadini, che si sono, anzi ci siamo, seriamente incazzati. Come poteva pensare che una festa popolare potesse ridursi al programma pubblicato dall’Urp, una misera celebrazione per pochissimi eletti. Rinsavito nuovamente, si rimangia tutto quello che avevano deciso, sostenendo che in realtà che non lo aveva deciso nessuno. Ci vogliamo credere? Vabbè, passiamo oltre. Arriviamo quindi all’ordinanza del 12 maggio. Non so davvero chi lo abbia consigliato, ma frequentando i banchi del Consiglio Comunale conosco con chi ho a che fare e, sommando tutte le altissime competenze della maggioranza, forse il risultato era scontato. Ad ogni modo, ne esce una ordinanza, a mio parere del tutto insensata, folle, bislacca e cieca. Tutti noi sappiamo come è andata a finire, facile parlare a frittata fatta mi direte, ma come potevano pensare che chiudere gli alimentari potesse inibire la celebrazione di feste private? Come pensare che chiudere alcune strade e piazze del centro non potesse, per contro, concentrare tutti in altre via centrali della città, aumentando necessariamente la densità di persone? Come poteva pensare che partecipare solitario a tutte le celebrazioni non potesse instillare in tutti un senso, certamente sbagliato, di ingiustizia? Questa ordinanza ha distribuito male le risorse dedite al controllo del territorio. Già in numero troppo limitato, queste sono state mal organizzate. Nessuno vuole giustificare comportanti illeciti, irrispettosi e maleducati. La legge farà giustamente il suo corso, ma il sindaco, il nostro, non può fare spallucce raccontando in conferenza stampa che lui è senza macchia. Le sue responsabilità sono oggettive e dovrebbe prenderne atto soprattutto se, Dio non voglia, la ripresa dei contagi del virus a Gubbio dovesse posticipare la ripresa economica di una città già in ginocchio”.