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Stirati studia il rimpasto e allontana il commissario: “Non c’è motivo di cambiare linea”

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Filippo Mario Stirati, sindaco di Gubbio

Non vuole sentir parlare di crisi perché il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, ha comunque una maggioranza anche se i gruppi consiliari usciti dalle elezioni 2019 sono già stravolti in barba al mandato popolare. Stirati si ritrova con i maggiori azionisti di Liberi e Democratici che hanno dimezzato il proprio gruppo consiliare visto che cinque su dieci hanno costituito il Gruppo Misto che restando nella coalizione di governo è pronto a incassare la nuova dimensione.

Il sindaco ha affrontato il delicato capitolo delle transumanze politiche alle quali Gubbio è abituata ormai da lunghi anni: “La mia prima necessità – ha detto – è quella parlare alla città, ai cittadini e ai loro bisogni: un sindaco deve anzitutto preoccuparsi di questo. Visto che in molti mi hanno chiesto notizie e altri erano legittimamente preoccupati, voglio quindi anzitutto dire questo: la città deve stare tranquilla perché il sindaco va avanti spedito con il proprio programma di governo, peraltro già realizzato per buona parte. Abbiamo una stella polare ben precisa, ovvero un programma largamente condiviso che ha avuto necessarie integrazioni e utili arricchimenti nel tempo, ma che ha anche avuto un riconoscimento popolare e democratico fuori da ogni dubbio e perplessità”.

Stirati ha sottolineato di essere stato eletto e riconfermato “in un quadro politico non in sintonia con la mia posizione, e questo la dice lunga sulla bontà dei contenuti proposti. Nel 2013 la città era in ginocchio, dopo il commissariamento, con pesantissime eredità politiche, amministrative e finanziarie. Abbiamo fronteggiato grandi emergenze, prima con il terremoto poi con il Covid, e con il turismo siamo ripartiti due volte, ottenendo dopo il sisma ottimi risultati, e con grandi segnali di ripresa anche questa volta, grazie al coraggio che abbiamo avuto nel costruire un’estate, a livello di eventi e appuntamenti, che ha sfidato anche l’emergenza sanitaria”.

Il sindaco ha voluto ribadire a più riprese i risultati ottenuti: “Abbiamo risanato ampiamente una situazione finanziaria molto precaria, e grazie a questo oggi siamo nelle condizioni di chiudere la questione del parcheggio di San Pietro, proprio perché il Comune, a livello economico, è stato messo in sicurezza. Oggi abbiamo la capacità progettuale di acquisire milioni di euro sull’edilizia scolastica, lavoriamo su bandi europei e investimenti, e in virtù di questo stiamo facendo e mettendo in campo molti lavori, aprendo cantieri e rigenerando molte zone della città: l’area del Teatro Romano sta diventando davvero bella, così come la Gola del Bottaccione. Oggi nessuno può assumersi la responsabilità di far finire un lavoro come quello fatto in questi anni, né peraltro ho motivo di credere che i miei consiglieri  possano avere un approccio di così basso cabotaggio. I problemi politico-amministrativi vanno affrontati, se nelle procedure democratiche qualcosa non ha funzionato andrà riparato con la buona volontà di tutti, ma mi preme sottolineare e ribadire che nei passaggi democratici la maggioranza ha sempre lavorato coerentemente, e mi rifiuto di pensare che la questione delicata e difficile del cosiddetto Css sia il motivo per il quale sono accaduti i fatti che hanno scomposto i gruppi, senza peraltro scompaginare la maggioranza. Su quel tema c’è una precisa impostazione, riaffermata anche dal consiglio comunale, che ha raccolto il consenso persino di alcune minoranze. Sono gli atti a contare, ciò che si delibera e si vota. Tutto il resto, come direbbe qualcuno, è silenzio”.

Sempre in tema Css Stirati ha ribadito che “da parte nostra c’è stata sempre grande capacità di dialogo, ovviamente tenendo ferme le nostre idee: abbiamo dichiarato la contrarietà di questa amministrazione da tempo, ma non significa che non ci mettiamo a disposizione e in ascolto, anche delle ragioni che non condividiamo. Io oggi rappresento la città, sento questa responsabilità fino in fondo e  credo che tutti dobbiamo sentirla”. Il sindaco ha sottolineato come l’attuale maggioranza rappresenti a oggi “l’unico progetto di governo vero in questa città. Questa amministrazione è preparata e guarda a orizzonti futuri, non si tratta solo di raccogliere lamentele, le questioni vanno affrontate con serietà”. Quanto al cambio di passo auspicato da più parti, il sindaco ha sottolineato: “Il cambio di passo io lo cerco ogni mattina, provando a fare meglio e presto, anche se in Italia pure semplificare è una cosa complicatissima. Occorre però onestà intellettuale: se si trovano modalità per fare cose prima e meglio le accettiamo da chiunque, se invece si sfruttano occasioni per altre finalità politiche, allora non ci stiamo”.

Il sindaco ha anche spiegato come “non si possano mescolare le vicende dei partiti e dei movimenti con le questioni delle istituzioni: si fa un danno incalcolabile quando si scaricano sulle istituzioni le questioni interne. Sono determinato a lavorare per questa città, ho accettato questo ruolo in un momento in cui per la mia vita pensavo a tutt’altro: il lavoro nelle istituzioni è duro, è lavoro di gomito, per questo oggi chiediamo grande rispetto e pretendiamo che chi ci viene a contestare lo faccia con la nostra stessa cognizione di causa. Noi andiamo avanti, verificheremo tutte le questioni sapendo che abbiamo un programma da realizzare e obiettivi precisi sui quali opereremo con grande convinzione, rispetto, e capacità di inclusione e dialogo: molti cortocircuiti derivano da una cattiva comunicazione e su questo siamo pronti a lavorare. Quando dialogo e linguaggio perdono la loro essenza si aprono le questioni, questo è il grande problema della politica, un tema che affronteremo con attenzione e disponibilità”. 

Stirati si è detto “sorpreso dell’uscita dei consiglieri, che ovviamente però rispetto, nella profonda stima delle persone coinvolte e nella convinzione che tutte meritino grande considerazione. Chiedo oggi a tutti di mettere in cima ai propri pensieri innanzitutto l’interesse della città, soprattutto in una fase emergenziale della vita della comunità e del nostro Paese come quella che stiamo affrontando”.  La vicenda dell’uscita dei tre consiglieri, ha detto il sindaco, “è certamente frutto di una sommatoria di questioni, che va dalla composizione dell’esecutivo, al dibattito interno, a frizioni personali: quello che però voglio dire con chiarezza è che oggi non c’è, nella maggioranza, una divisione sul piano della visione della città e delle soluzioni amministrative che alla città vogliamo dare. Poi certo i LeD si interrogheranno come movimento sulla questione interna, ma il risultato elettorale non si modifica e tutti ne dovranno tenere conto. La questione del dialogo e del confronto, nei movimenti, è sempre difficile, i temi sono talmente incalzanti che forse il confronto non basta mai. Con grande onestà intellettuale valuteremo le questioni nel merito, io ho fatto un investimento anche da questo punto di vista, mettendo insieme storie politiche datate con nuove esperienze civiche e investendo sui giovani, convinto, come resto, del fatto che possano dare un contributo importante alla vita politica e amministrativa di una città che ha bisogno di nuova linfa”.