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Ufficializzati i numeri di maglia: il team manager Ramacci ha sciolto la riserva. Femminile: parla Mariotti

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Il Gubbio ha ufficializzato i numeri di maglia dopo le nostre anticipazioni dei giorni scorsi. Il team manager Luciano Ramacci, che sovrintende tutti gli aspetti organizzativi in sede al “Barbetti”, ha sciolto la riserva rendendo note le scelte della squadra. Pasquato ha preso la maglia numero 10, Juanito Gomez la 21, il portiere Cucchietti la numero 1 (gli altri due portieri: Zamarion la 12 ed Elisei la 22), Formiconi e Migliorelli rispettivamente la numero 2 e 3. Numero 5 per Uggè, 15 per Signorini, 19 per il capitano Malaccari, 9 per Pellegrini, 8 per il lituano Megelaitis, 16 per l’attaccante Ruggeri, 20 per Sainz Maza, 4 per Sdaigui.

LE DONNE. Del settore donne del Gubbio calcio si è occupato il sito nazionale www.calciofemminileitaliano.it con un’intervista a Federico Mariotti, responsabile del settore giovanile e femminile del club rossoblù.

Quando ha iniziato il Gubbio ad interessarsi del calcio femminile?
«Il Gubbio da alcuni anni, per via degli obblighi federali, sta facendo una percorso sul calcio femminile – dice Mariotti -, prima lo avevamo fatto in collaborazione con un’altra società, poi dallo scorso anno lo abbiamo fatto in prima persona».

Come vi siete approcciati a questo movimento?

«Ci siamo approcciati attraverso l’interazione con la scuola, cercando di incentivare le ragazze a far parte del movimento, poi svilupparlo con un passaparola tra ragazze per avvicinarsi a questa disciplina».

Al momento che squadre possedete?

«Noi lo scorso anno abbiamo fatto l’Under 15, poi abbiamo portato avanti il tesseramento con l’Under 12, che ci permetta qualora il Comitato Regionale Umbro decida di creare una competizione riservata alle ragazzine».

Quali saranno i prossimi obiettivi?

«Il primo obiettivo è quello di costituire nell’immediato futuro un’Under 17, dopodiché le cose arriveranno in maniera naturale, ovvero qualora le ragazze che si avvicinano alla nostra società mostrano impegno, passione e serietà è ovvio che non vogliamo perderle a livello giovanile».

Quanto è importante per voi avere un settore femminile?

«L’input federale è quello di svilupparlo, visto che tutte le società professionistiche devono avere un settore femminile, quindi devono essere fatti investimenti economici e umani, con tecnici che abbiano sensibilità ad interfacciarsi con le ragazze, ma allo stesso tempo trovare in giro quelle ragazze che possano aumentare il nostro settore».

Che ne pensa della situazione attuale del calcio femminile italiano?
«Il calcio femminile sta avendo buoni riscontri grazie ai risultati della Nazionale e la visibilità che sta ricevendo, è ovvio che nei luoghi con poco bacino d’utenza che ha per esempio la nostra città è un po’ difficile reperire le ragazze, quindi cerchiamo nel nostro piccolo di dare un buon servizio alle ragazze, attraverso l’interazione con la scuola e un lavoro capillare sul territorio limitrofo».

Il professionismo femminile sarà realtà in Italia anche dal 2022: decisione corretta?

«Sicuramente è un primo passo che permette di dare una buona stabilità al movimento femminile, quindi far diventare le ragazze che vogliono giocare a calcio come un lavoro è sicuramente un buon input per far avvicinarle al calcio femminile».