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Lega e Pd hanno salvato la maggioranza sulla Tari. La coalizione di Stirati ora ha problemi di numeri

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Palazzo Pretorio sede del Comune di Gubbio

C’erano soltanto undici consiglieri di maggioranza, compreso il sindaco Filippo Mario Stirati, ieri in aula a palazzo Pretorio quando si sono votate le tariffe nella manovra di bilancio. La Tari è passata con i voti decisivi di Angelo Baldinelli, unico rappresentante della Lega in aula ed ex esponente di punta di Forza Italia, e Marco Cardile capogruppo del Pd.

I due voti hanno consentito alla coalizione del sindaco di superare lo scoglio. Ma dai banchi della stessa maggioranza si sollevano malumori sulla situazione che ha indebolito le stesse quattro forze che la compongono con la resa dei conti interna aspettando il rimpasto che Stirati continua a rinviare.

Le assenze sono state motivate ma resta la situazione di impasse legata alle guerriglie tra le componenti della coalizione che alle elezioni si era presentata con tre liste e adesso si ritrova con in più il Gruppo Misto dopo la spaccatura nei Liberi e Democratici.

L’indiziato maggiore per lasciare la giunta resta in queste ore Oderisi Nello Fiorucci che verrebbe sacrificato sebbene controvoglia da parte del sindaco, deciso a difendere i due giovani Valerio Piergentili e Simona Minelli sebbene al centro da lunghi mesi di forti critiche (soprattutto la Minelli). Il Gruppo Misto rivendica l’assessorato ai lavori pubblici e bisognerà vedere se, come sembra, Piergentili passerà alla cultura e al turismo per toccare meno possibile. Stirati punta a far passare quanto più tempo possibile, anche perché non ci sono particolari scadenze in vista a livello di Consiglio Comunale.