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I paletti del rimpasto: si fa avanti Manca. Pd, resa dei conti domani a Roma e scoppia il caso di trenta tessere

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Giovanni Manca

Il rimpasto si trascina di giorno in giorno. Il sindaco – riporta oggi Il Messaggero – non è convinto di dover toccare l’attuale giunta, ma il Gruppo Misto lo sta mettendo alle strette. Filippo Mario Stirati ha fatto sapere che vorrebbe uno dei cinque consiglieri comunali fuoriusciti di Liberi e Democratici (LeD), così la faccenda si è ingarbugliata e gira gira le attenzioni per la nomina si sono spostate su Giovanni Manca, leader del Gruppo Misto oltre che al centro delle vicende congressuali del Pd.

Manca, che in queste ore ha chiesto l’accesso agli atti sulla gestione del canile comprensoriale e sulla convenzione con i camperisti, è in prima linea sul fronte istituzionale (spinge Stirati a prendere le decisioni sulla giunta e sul controllo della Gubbio Cultura e Multiservizi Srl) e politico per le strategie del Pd. Il Gruppo Misto ha indicato per il posto di assessore l’esterno Leonardo Nafissi, candidato alle Regionali l’anno scorso dai LeD e in corsa per la candidatura a sindaco nel 2024, mentre la delega per la Gubbio Cultura potrebbe toccare ad Alessandro Brunetti, già amministratore della stessa società comunale.

Nafissi ha parlato più volte con Stirati dicendosi disponibile ad avere qualunque delega, non solo i lavori pubblici come invece ha rivendicato il Gruppo Misto, e il sindaco pure per questo continua a prendere tempo. S’intreccia nello scenario la situazione al Pd che va verso il congresso tra le guerre interne.

Domani è prevista la discussione del ricorso presentato da Giovanni Manca, Giorgia Vergari e Ciro Carbone esclusi dal tesseramento a termini statutari perché candidati nel 2019 alle elezioni Comunali con due liste contro il Pd (Manca e Vergari con i LeD, Carbone con i Socialisti Civici Popolari): il ricorso, sul tavolo di Nicola Zingaretti e Andrea Orlando, è stato sottoscritto anche dal vicepresidente nazionale del partito Anna Ascani e dal reggente locale Marco Cardile.

E non è finita: ci sono altri veleni, legati a un pacchetto di trenta tessere gestite da Raffaello Di Benedetto e Sara Cardoni consegnate a metà settembre oltre i termini consentiti.