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Nuova commissione ambiente, Rughi presidente e Bazzurri vice dopo le liti e un rinvio

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Rodolfo Rughi

Prima il litigio e poi le nomina alla presidenza dell’appena insediata Commissione consiliare che a Gubbio ha funzioni di osservatorio delle attività di rilevazione dati e informazioni ai cittadini per le questioni ambientali ed epidemiologiche, con la possibilità di prendere iniziative per estendere le possibilità di monitoraggio. Sono rappresentati tutti i gruppi consiliari e al varo c’era già stato un rinvio per la mancata elezione del presidente e vicepresidente. Sono stati indicati per i due ruoli Rodolfo Rughi del Movimento 5 Stelle, che ha proposto il nuovo organismo, e Alessio Bazzurri di Scelgo Gubbio per la maggioranza.

Ma Orfeo Goracci, collegato a distanza, non si è riconosciuto nelle due indicazioni, esternando che sull’incenerimento dei rifiuti ritiene vicina alla sua solo la posizione del sindaco Filippo Mario Stirati, e si è andati al rinvio essendo previsto da regolamento il voto segreto, pur se un pronunciamento diverso avrebbe potuto rendere la votazione palese. L’ex sindaco era pronto a non partecipare al voto ma nel gioco delle parti si è preferito soprassedere rinviando. Si è poi cambiata idea in una successiva seduta quando Stefano Ceccarelli che la presiedeva ha optato per il voto palese, così Rughi e Bazzurri hanno avuto il via libera con l’astensione di Goracci.

Questa commissione, a fronte delle tre istituzionali permanenti già attive, è stata proposta il 21 settembre scorso dal gruppo grillino con i due consiglieri Rughi e Mauro Salciarini attraverso una mozione.

Secondo i 5 Stelle serve questa nuova commissione “per rispondere alle attuali e future sfide ambientali – riporta la mozione – con dati scientifici oggettivi e condivisi, perché è importante per il nostro territorio, che intende sempre più distinguersi come luogo dove si vive bene e in salute e dove i prodotti agricoli sono sani, avere strategie precise per la riduzione dell’inquinamento, riduzione della produzione rifiuti e sostenibilità ambientale”.

I grillini osservano che “esistono diverse collaborazioni tra enti riconosciuti con lo scopo di svolgere in maniera proficua indagini sul territorio che hanno consentito lo sviluppo ragionato ed efficace di contromisure”, arrivando dritti alla vicenda dell’incenerimento dei rifiuti e la chiusura del ciclo attraverso il ricorso alle cementerie, sebbene la materia sia riconducibile solo a provvedimenti europei, nazionali e regionali, senza alcun ruolo decisionale previsto per il Comune.