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Progetto Sprar accoglienza, la Lega chiede chiarimenti

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Il gruppo della Lega al Consiglio Comunale di Gubbio: da sinistra Michele Carini, Angelo Baldinelli e Stefano Pascolini

Progetto di accoglienza ordinaria Sprar-Siproimi: il gruppo consiliare della Lega con il sostegno della sezione Fratelli d’Italia Gubbio chiede chiarimenti sul cofinanziamento del Comune. I consiglieri Michele Carini, Angelo Baldinelli e Stefano Pascolini annunciano un’interpellanza al Consiglio Comunale per sapere “quali motivazioni hanno spinto l’amministrazione a cofinanziare i progetti con una quota del 9-10 per cento e quali costi sono stati sostenuti direttamente dall’ente. Inoltre verrà chiesto se l’Amministrazione Comunale cofinanzia il progetto nel periodo 2021-2023 e con quante e quali risorse, il numero degli ospiti che sono stati accolti dal 2016 a oggi, e quanti di questi hanno completato il processo di accoglienza e integrazione, hanno trovato un inserimento economico e sono rimasti nel nostro territorio”.

Nell’interpellanza viene specificato che “con Decreto del Ministro degli Interni sono stati finanziati per il triennio 2021-2023 i progetti di accoglienza ordinaria in scadenza il prossimo 31 dicembre e tra i beneficiari c’è anche il Comune di Gubbio al quale verrà assegnato un finanziamento annuo di 609.999,55 euro per 40 ospiti, superiore rispetto al biennio 2016-2017 e al triennio 2018-2020 per lo stesso numero di ospiti”.

Come previsto dalla legislazione in materia il servizio di accoglienza venne affidato,  sia per il biennio 2016-2017 che per il triennio 2018-2020, tramite bando di gara alla Rti Arcisolidarietà Ora d’aria Associazione di Volontariato onlus, cooperativa sociale Perugia Scs onlus, Famiglia Nuova società cooperativa, sociale onlus, Frontiera lavoro società cooperativa.

“Il progetto – specificano i consiglieri leghisti – prevede la redazione di un piano finanziario per il periodo di riferimento e tale piano prevede una quota massima  di finanziamento del progetto del 95 per cento da parte del ministero ed il restante 5 per cento  viene apportato dall’ente locale a titolo di cofinanziamento. Dal sito del Ministero degli Interni è possibile consultare la graduatoria per l’ammissione dei progetti nel biennio 2016-2017 dove si evince che il Comune di Gubbio ha cofinanziato il progetto per un 9-10 per cento del costo complessivo dello stesso a differenza della quasi totalità dei comuni ammessi che hanno contribuito al 5 per cento. Sempre dal sito del Ministero degli Interni in allegato al decreto di assegnazione delle risorse per la prosecuzione del progetto per il triennio 2018-2020 – spiegano i consiglieri della Lega – si può ben notare che a fronte di un costo progetto di 562.662 euro annuo il cofinanziamento del Comune è di 51.661 euro a fronte dei  511.000 euro come contributo del ministero”.

A queste considerazioni i consiglieri della Lega aggiungono una nota dell’Amministrazione Comunale del febbraio 2018 dove veniva specificato che “esiste un limitato  intervento  di cofinanziamento del 5 per cento, riconducibile  a  utilizzo di spazi di pertinenza del Comune per le attività aggregative dei rifugiati e  alla   quantificazione delle ore lavorative dedicate alla realizzazione del progetto, da parte del personale dei servizi sociali e, oppure, di altri settori dell’ente. Il  ruolo del Comune è  perciò  principalmente quello di coordinare e sovraintendere,  attraverso personale proprio che viene ottimizzato nelle prestazioni”.