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Edilizia pubblica: voti di LeD e Lega sul’ordine del giorno di Goracci. Il sindaco Stirati e l’assessore Minelli in minoranza

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Palazzo Pretorio sede del Comune

Un ordine del giorno del consigliere comunale di minoranza Orfeo Goracci sull’edilizia pubblica neanche discusso in Terza Commissione Consiliare Permanente, per l’assenza dello stesso ex sindaco, è finito comunque al voto del Consiglio Comunale e ieri pomeriggio passando con il sì dei LeD (Liberi e Democratici) e della Lega. La maggioranza si è spaccata, sono finiti in minoranza il sindaco Filippo Mario Stirati e l’assessore ai Servizi Sociali, Simona Minelli, che avevano sollevato dubbi sul metodo e nel merito.

Il documento ha ottenuto otto voti favorevoli (cinque dei LeD, due della Lega e quello di Goracci), mentre si sono astenuti gli altri otto presenti in aula, compreso il sindaco Stirati che con l’assessore Minelli aveva espresso perplessità e critiche sul documento di Goracci non discusso nella commissione presieduta da Marco Cardile (Pd).

Nel verbale della commissione viene evidenziato che “il presidente Cardile pone all’esame l’ordine del giorno di Goracci. L’assessore Minelli comunica per conto del sindaco che ha dialogato alla riunione dei capogruppo con il proponente consigliere Goracci, il quale chiede sostanzialmente un impegno al Sindaco di relazionare al Consiglio Comunale sulle modalità e sui criteri di assegnazione del social housing. L’assessore aggiunge che ancora non è uscito il bando e che siamo fermi alla convenzione di base adottata anni indietro. Bazzurri ritiene che l’ordine del giorno presentato in realtà è riconducibile a una interrogazione consiliare pertanto è inammissibile in questa natura. Cardile raccogliendo i pareri dei membri, invita il proponente a riformulare la nota in veste di interrogazione consiliare potendo anche garantire tempi e modalità di risposta più puntuali”.

In aula si è formato lo strano asse LeD-Lega con un messaggio evidente del movimento civico guidato dal capo politico Claudio Tasso verso Stirati e le altre componenti della coalizione in un momento critico e teso nei rapporti interni tra le forze. Il piano dei LeD è chiaro: spingere Stirati a ridimensionare Scelgo Gubbio per privilegiare il nuovo patto tra i LeD e due componenti del Gruppo Misto, Giovanni Manca e Giorgia Vergari, che aspettano di avere un assessorato.

Goracci sui social rilancia una lettura tutta personalistica a uso e consumo dei suoi fedelissimi quando tira in ballo ancora una volta il Css nelle cementerie, che come noto non dipende da alcuna decisione del Comune ma da normative europee e nazionali eventualmente recepite dalla Regione che può autorizzare o meno l’incenerimento senza alcuna possibilità per l’Amministrazione Comunale di poter intervenire.