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Ambientalisti di nuovo alla carica contro il trattamento dei rifiuti e l’incenerimento

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Tornano alla carica le associazioni e i comitati ambientalisti (No Css nelle cementerie di Gubbio, Gubbio Salute Ambiente, No Antenna, comitato per la tutela ambientale della conca eugubina, Isde Umbria comitato per la tutela dei beni culturali e del paesaggio Gubbio, Worldlife Fund Perugia) con una nota dal titolo “Umbria, il turismo dell’immondizia. Gubbio: Colacem e Maio Tech, al Via il trattamento e il coincenerimento dei rifiuti”.

Fanno riferimento alla “notizia della pubblicazione di una procedura di verifica di assoggettabilità a Via (Valutazione di impatto ambientale) aperta dalla Regione Umbria, su richiesta della ditta Maio Tech che gestisce a Padule di Gubbio un deposito di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, e che ha richiesto l’estensione dell’attività di recupero degli stessi, desta allarme nella popolazione, poiché tale intervento viene a inserirsi in tutta una serie di iniziative che mirano alla realizzazione di impianti ed attività afferenti i rifiuti.

Quasi in contemporanea è stata pubblicata la scheda del progetto “Utilizzo del Css-combustibile da realizzarsi all’interno della cementeria Colacem Spa in località Ghigiano”.

I comitati evidenziano come “l’impianto della Maio è situato a soli 2 chilometri dal cementificio Colacem e le due iniziative, in linea con le richieste avanzate dalla Regione per attingere alle risorse del Recovery Fund, in gran parte finalizzate alla realizzazione di impianti per la produzione di combustibili derivati da rifiuti, non potrebbero far sorgere il dubbio di una possibile connessione? Comune, comitati e cittadini hanno tempo 45 giorni dalla loro pubblicazione per opporsi a questi progetti che, fino a prova contraria, potrebbero risultare dannosi per la salute della popolazione e per la salubrità dell’ambiente, costituendo un danno per l’immagine della città e per l’identità del suo territorio. L’iniziativa economica privata va tutelata ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. A leggere bene le carte c’è una evidente contraddizione tra quanto detto dall’assessore regionale Roberto Morroni, che da mesi afferma che l’utilizzo di Css nei cementifici di Gubbio è indipendente dal piano regionale dei rifiuti, e ciò è scritto nel documento della Colacem nel quale si fa presente che ‘utilizzando il Css-combustibile in impianti già esistenti e idonei come la Cementeria Colacem Spa di Ghigiano, non sarà più necessario realizzare nuovi impianti di incenerimento di rifiuti’”.

Gli ambientalisti analizzano anche le situazioni in altri territori: “Purtroppo se Gubbio piange, l’intera regione non ride: le città di Perugia, Foligno, Narni, Terni, Spoleto e altre, sono prese in una vera e propria morsa imprenditoriale-politico-amministrativa, capace di cambiare il volto dell’Umbria, che si prepara a diventare il punto di caduta dei rifiuti dell’intero centro Italia. Non solo preoccupazione per ulteriori fonti di inquinamento con possibili pesanti ricadute sulla salute degli abitanti, ma anche per tutto quello che si verifica in territori dove si maneggiano rifiuti”.