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Nuova offensiva ideologica dell’assessore Simona Minelli: ora pensa ai rifugiati

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L'assessore Simona Minelli (Liberi e Democratici)

L’assessore Simona Minelli rilancia sul fronte politico-ideologico. Dopo le vicende attorno alla Commissione Pari Opportunità e altre iniziative, fino alle pressioni di una parte della maggioranza per indurre il sindaco Filippo Mario Stirati a sostituirla nel rimpasto che ha invece sacrificato Oderisi Nello Fiorucci, ora l’assessore dei Liberi e Democratici si occupa di rifugiati con l’iniziativa in programma domani, venerdì 18 giugno, nella Giornata mondiale del rifugiato con l’appuntamento dal titolo “Incontrarsi in Italia tra differenze e affinità”, un momento di confronto condotto dal giornalista Giovanni Dozzini di letture e musica che si terrà presso la biblioteca comunale Sperelliana e che prevede interventi e contributi di scrittori, antropologi, musicisti, attori.

“Si tratta – dice Simona Minelli – di un momento di riflessione per non dimenticare che dietro ad ogni rifugiato o richiedente asilo c’è una storia che merita di essere ascoltata. Una storia spesso fatta di sofferenze, di umiliazioni, ma a volte anche di riscatto, di possibilità di ricostruire il proprio futuro. Stare dalla parte dei rifugiati è oggi, purtroppo – chiude l’assessora – un atto di coraggio, perché  incredibilmente è diventato scomodo stare accanto a chi, costretto a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni, lascia i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era vita per cercare salvezza in un altro Paese”.

Tra gli appuntamenti in scaletta per venerdì c’è “NICE PIC BRO”, un laboratorio di storytelling e new media a cura di Sara Lusini e realizzato con un gruppo di ragazzi ospitati dal Sai di Gubbio gestito da Arci, dove sono stati editati e stampati poster-diario fatti di immagini normalmente usate nei social media. Si è lavorato con 11 ragazzi provenienti da Nigeria, Gambia e Pakistan, Kurdistan e Liberia, prendendo immagini normalmente condivise sui social o chat o custodite nelle gallerie fotografiche dei telefoni per trasformarle in un racconto personale, formato poster. Il nome del laboratorio, Nice Pic Bro (“bella foto, fratello”) prende spunto dai commenti che spesso si possono leggere sotto le foto postate dai ragazzi, soprattutto su Facebook e Instagram, per diventare il nome di un oggetto stampato, tangibile e fruibile in una dimensione diversa da quella del web. Oltre al laboratorio domani ci sarà spazio, tra gli altri, anche per la musica di Paolo Ceccarelli e i contributi di Riccardo Tordoni, attore e regista, Kaaj Tshikalandans, antropologa, Barbara Pilati, coordinatrice del progetto SAI del Comune, Marija Strujic, insegnante.