Home Cronaca Casamorcia, sequestrata la cava dismessa diventata una Spa. Bloccati anche 147mila euro...

Casamorcia, sequestrata la cava dismessa diventata una Spa. Bloccati anche 147mila euro al proprietario

194
0

Sequestro preventivo di una cava dismessa nella frazione di Casamorcia e di 147mila euro. Il Gip di Perugia, a seguito di un’indagine condotta dai Carabinieri del Noe di Perugia con l’ausilio di personale dell’ufficio risorse minerarie, ha adottato il provvedimento nella cava dismessa di proprietà e adiacente l’abitazione di uno dei soggetti indagati nel procedimento. Secondo gli inquirenti, la persona in questione aveva ampliato la propria abitazione costruendo un’area benessere con annessa piscina.

Il soggetto, al pari della società che aveva effettuato lo sbancamento, è stato interessato anche da un sequestro di 147 mila euro. Le indagini – spiegano dalla Procura della Repubblica di Perugia – scaturiscono da un’attività iniziata nel febbraio del 2020 quando gli agenti del Noe unitamente al personale dell’ufficio risorse minerarie avevano appurato una serie di irregolarità legate al cosiddetto riambientamento della cava in questione.

La ricostruzione degli eventi, su cui hanno lavorato i carabinieri del Noe di Perugia, ha evidenziato “un’escavazione non autorizzata in un’area sottoposta a vincoli. Il lavoro aveva permesso al proprietario di occultare il progetto di un’area wellness, con annessi garage e sala macchine, all’interno delle mura in cemento armato che avrebbero dovuto solo sorreggere il fronte della cava”.

Nell’area – prosegue la procura perugina nella ricostruzione – è stata appurata l’asportazione di circa 16.500 metri cubi di terre e rocce, che hanno deteriorato il territorio soggetto a vincoli. Gli inquirenti ritengono gravi le irregolarità constatate nel corso delle indagini, ritenendo che il lavoro sia stato autorizzato mediante permesso a costruire rilasciato in violazione delle norme di legge.

E’ stata, inoltre, consentita la realizzazione abusiva di un pozzo a uso domestico – riporta la procura – in una zona di tutela assoluta. Le irregolarità contestate emergono anche tra il progetto presentato presso il servizio regionale competente e quello presentato al Comune di Gubbio. Il denaro sequestrato (147 mila euro) è stato contabilizzato quale profitto del reato di inquinamento ambientale.

La cava, qualificata come dismessa, poteva essere oggetto – viene rivelato – di interventi finalizzati al solo recupero ambientale, mentre tali opere ne hanno determinato un ulteriore deterioramento. Sono al vaglio delle indagini anche le posizioni di ulteriori indagati, progettisti dell’intervento e dipendenti comunali, in merito alle autorizzazioni rilasciate in totale difformità di legge.