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Red Food, il nome dei panini va di traverso al McDonald’s che manda la diffida. Evocato William Wallace

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La campagna di Red Food in risposta alla diffida del McDonald's

Occhio a come chiamate un panino, perché se solo immaginate di mettergli il nome che evoca qualcosa già sul mercato, si potrebbe passare un guaio. Si è mossa la McDonald’s, che ha mobilitato lo studio legale della proprietà intellettuale e industriale in Italia della Mc Donald’s International Property Company Ltd per intimare a un’attività eugubina l’uso dei marchi considerati di famiglia Mc e Mac esplicitamente riconosciuti dalle decisioni di diversi tribunali italiani.

La mobilitazione della catena di fast food è scattata quando, monitorando il web, i legali hanno scoperto che Red Food-Il panino, attività tra le frazioni di San Marco e Padule di consumazione sul posto, da asporto e a domicilio, aveva usato Mc per identificare una decina di panini sulla quarantina del menù. Apriti cielo: il titolare Piero Viola si è visto recapitare due pagine di argomentazioni legali con l’invito a rimuovere entro sette giorni le denominazioni incriminate.

Non va bene alla McDonald’s che si utilizzino Mc Cheese, Mc Carthy, Mc Coy, Mc Pork e altro per contrassegnare gli hamburger reclamizzati sui social e sul web. E pensare che l’ispirazione di quei nomi non voleva collegarsi al colosso americano, semmai al richiamo di assonanze scozzesi, tanto che Viola ha archiviato la faccenda correggendo il rito nel sostituire il prefisso Mc con Red, come dal nome del locale, per lasciare invariato il resto.

Ha fatto di più, studiando una singolare risposta a distanza a tanto zelo con una buona dose di simpatia e ironia in un manifesto che ritrae l’immagine del condottiero e patriota scozzese William Wallace con l’emblematico «possono toglierci il nome ma non ci toglieranno mai la qualità». McDonald’s capirà.