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Ritrovate al mercatino dell’antiquariato tre antiche pergamene consegnate all’Archivio di Stato

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Una delle tre antiche pergamene ritrovate

Le hanno recuperate in un mercato dell’antiquariato come testimonianze importanti e di valore, peraltro in ottimo stato di conservazione. Si tratta di pergamene risalenti al 1200 e 1300 che il nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Perugia ha restituito alla sezione di Gubbio dell’Archivio di Stato.

Questi preziosi documenti sono riconducibili all’area eugubina e gli archivisti della sezione sono impegnati nello studio per individuare il contesto di produzione e quindi determinare a quale fondo archivistico appartengano, così da procedere con una precisa catalogazione

Le ricerche, condotte finora, hanno rivelato che trattasi di atti notarili riguardanti i monasteri di Santa Chiara e San Benedetto Vecchio di Gubbio. Il primo, datato 5 ottobre 1278, registra la vendita di un terreno coltivato a vigna per il monastero di Santa Chiara. Il secondo, del 19 gennaio 1311, vede lo stesso monastero ricevere in dono un appezzamento di terra con una casa nel contado di Gubbio.

Infine, la terza pergamena, del 30 gennaio 1298, riguarda il monastero di San Benedetto di Monte Pellio o San Benedetto Vecchio. Sul ritrovamento ha fornito elementi indicativi lo storico locale Fabrizio Cece. È stato precisato come il vescovo Ventura, per accordare la richiesta inoltrata dai monaci rispetto alla vendita di alcuni beni per sanare dei debiti, ha incaricato il suo vicario di valutarne l’opportunità. Molta di questa storia ruota attorno ai due monasteri.

A Gubbio, fin dal 1226, esisteva una comunità di pie donne che viveva secondo la regola di San Benedetto delle monache di San Damiano di Assisi. Il 13 aprile 1226, su consenso del vescovo Villano, le monache danno vita a una comunità religiosa nei pressi di una chiesetta dedicata alla Vergine Regina del Cielo, poi denominata Santa Maria del Palladio, perché costruita al tempo di Costantino sopra il tempio di Pallade nella zona del teatro romano.

L’abbazia di San Benedetto Vecchio compare per la prima volta in un documento del 1191: si tratta nello specifico del diploma dell’imperatore Enrico VI, in cui si elencano diverse possedimenti di alcuni prelati eugubini.