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Mobilitazione per trovare Aroun che dal 4 luglio non dà più notizie dall’Africa

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Aroun Belachew

Che fine ha fatto Aroun Belachew? Se lo stanno chiedendo, mentre monta l’ansia e l’angoscia, i familiari e gli amici che hanno attivato le ricerche via social e hanno mandato segnali in più direzioni, rivolgendosi alle forze dell’ordine. Si è attivata anche la Farnesina, con il ministero degli Esteri mobilitato per cercare questo ragazzo di cui non si hanno più notizie dal 4 luglio scorso. Il ventiseienne di nazionalità italiana, residente a Gubbio da una decina di anni e sempre più conosciuto lavorando in locali e ristoranti, ha deciso di affrontare da marzo un viaggio a piedi in Africa alla ricerca delle proprie radici. Un’impresa coraggiosa animata dalle migliori intenzioni per fare i conti con il proprio passato che l’ha sempre accompagnato.

L’ultimo contatto risale appunto al 4 luglio dal Congo, una delle tappe del viaggio intrapreso che secondo i piani dovrebbe portarlo ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia dov’è nato il padre che ora vive in Inghilterra. Si sono improvvisamente interrotte le comunicazioni con la madre e poche altre persone, alle quali raccontava giornalmente le sue avventure trasmettendo emozioni e sensazioni nel contatto con la natura e il suo mondo.

Aroun, prima della sua scomparsa, aveva trovato il modo di far sapere che gli erano stati rubati il cellulare e tutti i soldi di cui disponeva. I problemi potrebbero derivare da qui, senza la più pallida idea su come possa aver risolto le inevitabili difficoltà originate dalla situazione. La brusca interruzione dei contatti ha alimentato i pensieri più disparati su come possa gestirsi e sopravvivere, fino a capire quale tipo di aiuti possa chiedere e trovare in quei luoghi.

Sui social si sono fatti sentire amici e conoscenti eugubini che hanno lanciato un messaggio forte e chiaro con tanto di foto, auspicando che qualcuno possa dare notizie: “Chiunque abbia notizie di Aroun lo comunichi immediatamente ai carabinieri”.

Gli appelli sono ripetuti e costanti per favorire e alimentare il passaparola nella catena della solidarietà per venire a capo del rebus. Sono scattate le ricerche coordinate dalla Farnesina in collaborazione con l’Ambasciata del Congo, coinvolta e disponibile a fornire ogni assistenza. Non viene escluso, tra le ipotesi, che stia attraversando una zona isolata e dunque senza la possibilità di entrare in contatto con chicchessia. La preoccupazione cresce giorno dopo giorno di fronte al silenzio, in attesa di qualche segnale incoraggiante che possa far riprendere i contatti.