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Maxi giro di fatture false, un eugubino accusato di essere il dominus sull’asse Umbria, Toscana e Marche

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C’è un eugubino, Maurizio T. di 63 anni, al centro di una maxi-inchiesta su un vortice di fatture false congegnate ed emesse per dimostrare spese inesistenti e abbattere in questo modo le tasse sull’imponibile. Venivano emesse a Gubbio e ne beneficiavano ditte di Arezzo, dell’Umbria e delle Marche. Trentasei persone – per lo più imprenditori aretini e umbri – sono indagate per evasione fiscale dalla Procura della Repubblica di Perugia. La Guardia di Finanza ha eseguito sequestri preventivi per 750mila euro disposti dal Gip Piercarlo Frabotta.

Tra i coinvolti c’è anche il cantautore Andrea Mingardi: la sua società di Bologna, secondo gli inquirenti, avrebbe omesso il pagamento di circa 100mila euro di imposte grazie al meccanismo intercettato dalle Fiamme Gialle della Tenenza eugubina.

L’inchiesta è in fase preliminare e le ipotesi di accusa sono tutte da dimostrare. Secondo quanto emerso, dal 2013 al 2020 c’era una società di Gubbio, guidata appunto dal sessantatreenne, che provvedeva a emettere fatture a raffica sganciate da qualsiasi effettivo servizio svolto per i clienti. Documenti con intestazioni generiche, per consulenze e altro, che consentivano di abbattere Iva, Irpef e Ires.

I finanzieri hanno messo in fila il flusso di fatture da parte di quella che viene definita come una vera e propria cartiera, il cui titolare è ritenuto emettitore seriale. L’eugubino, indagato anche in un altro procedimento, è ritenuto per certe annualità evasore totale, sconosciuto al fisco. La società non aveva struttura e dipendenti. Operava da casa, una borsa 24 ore come ufficio itinerante. A lui facevano riferimento titolari di ditte individuali di tutti i settori (dagli spettacoli ai parquet alla meccanica) di Arezzo, Civitanova Marche, Fermignano, Foligno, Castiglion Fiorentino, Gubbio, Gualdo Cattaneo, Anghiari, Monterchi, Sansepolcro, Monte San Savino, Cortona, Foiano della Chiana, Citerna, Città di Castello, Palma Campania, Fano, Todi, Prato.

Per ognuno dei 35 clienti sono scattati sequestri strumentali alla eventuale confisca di quello che viene ritenuto il presunto profitto del reato tributario. Stop a beni mobili e immobili. Tra gli indagati, che hanno nominato i propri avvocati per difendersi, appare il nome di Mingardi, oggi ottantaduenne, personaggio della musica italiana, cantante e autore di brani scritti anche per Mina, fondatore della Nazionale Cantanti, impegnato nel sociale. Anche lui dovrà chiarire la sua posizione.

Il procedimento della Procura di Perugia è stato iscritto nel 2019 ed è partito da un precedente fascicolo che riguarda l’eugubino, procacciatore d’affari, sempre per faccende fiscali. In questo caso gli è contestato di emettere in modo sistematico fatture (recuperate dalla Finanza attraverso lo Spesometro dell’Agenzia delle Entrate) per operazioni inesistenti per consentire alle società e ditte individuali l’evasione sulle imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Si faceva pagare una cifra per quelle emissioni, anche in contanti, mentre le ditte dichiarando operazioni passive fittizie, alleggerivano la posizione fiscale con margini di illecito profitto. Gli inquirenti hanno passato al vaglio una a una tutte le fatture sospette, rilevando che non erano sorrette da alcuna prestazione e documentazione.

Per giustificarsi della mancanza di documenti, risulta che l’eugubino avesse denunciato che il materiale cartaceo si era deteriorato per un evento meteorologico. La Procura di Perugia ha calcolato che il volume complessivo di Iva, Irpef e Ires non pervenuto allo Stato con il trucco delle fatture farlocche, ammonta a 981.499 euro, ma il pm ha indicato in 747.848 euro la somma da sequestrare, escludendo le evasioni sotto i 5mila euro.