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Il Real Padule annuncia il pugno di ferro nei confronti del giocatore squalificato 13 turni e richiama alla lealtà

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Federico Brunetti, presidente del Real Padule che milita in Prima Categoria girone A

La squalifica per tredici giornate decisa dal giudice sportivo Marco Brusco nei confronti del difensore venticinquenne Mattia Ceccarelli per espressione razziste di cui è stato ritenuto responsabile nei confronti di un giocatore del Ponte Felcino, che sabato scorso 17 settembre ha vinto 3-2, ha indotto la società Asd Real Padule a prendere posizione oggi (giovedì 22 settembre).

Il Real Padule con il presidente Federico Brunetti e la dirigenza ha preso “le distanze dai fatti di razzismo di cui è accusata. Sin dal momento della sua costituzione la nostra società non è mai stata coinvolta in un fatto così grave, che i dirigenti i giocatori condannano in tutte le sue forme e manifestazioni.
Il razzismo è un fatto preoccupante che inquina il mondo del calcio e la nostra comunità tutta. Inoltre, la nostra società, è sempre pronta a prendersi le sue responsabilità, cosa che farà anche in questo caso, punendo il suo giocatore ben oltre il dazio della squalifica giustamente imposto dall’arbitro. Partendo da questi presupposti, chiede che anche le altre società calcistiche facciano altrettanto, prendendosi le proprie responsabilità come nel caso del gesto di grande anti sportività che si è verificato sabato in campo”.

Tutto è scaturito dall’episodio al 35′ della ripresa denunciato dalla stessa società eugubina: il portiere del Ponte Felcino si è accasciato a terra dopo un contrasto di gioco e l’attaccante di casa ha messo la palla fuori per far intervenire l’addetto. “Tutti fermi – ha raccontato Brunetti -, il loro difensore contro ogni logica ha battuto la rimessa e il loro attaccante prima si è fermato per poi ripartire, scartare il portiere e mandare la palla in rete. Tra lo stupore di tutti l’arbitro ha convalidato la rete, mentre il loro portiere era ancora a terra. Fa rabbia che la loro panchina e i loro dirigenti a fine partita non hanno fatto neanche un gesto per scusarsi dell’accaduto, anzi hanno esultato come se niente fosse”. Il club perugino ha negato questa ricostruzione e André Omgba Manga ha rivelato a distanza di qualche giorno di aver ricevuto frasi razziste che hanno trovato conferma nei provvedimenti del giudice sportivo.