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Confprofessioni Umbria, il presidente Roberto Tanganelli a Roma alla presentazione del Rapporto 2022

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L'eugubino Roberto Tanganelli presidente di Confprofessioni Umbria

Presentato a Roma, presso la sede del Cnel, nella sala del Parlamentino, il settimo rapporto sulle libere professioni in Italia per il 2022. Presenti all’incontro, oltre che il presidente nazionale di Confprofessioni Gaetano Stella, il ministro del Lavoro Marina Calderone, il viceministro Paolo Sisto e la senatrice Maria Stella Gelmini, e il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo.

A fare gli onori di casa il presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) Tiziano Treu.

La platea che occupava gli scranni del Parlamentino era rappresentata per lo più dai presidenti regionali delle singole Confprofessioni e per l’Umbria era presente il presidente Roberto Tanganelli.

«Con un milione e 402 mila unità – spiega l’eugubino Tanganelli -, i liberi professionisti rappresentano il 28,5 per cento del lavoro indipendente in Italia confermandosi al primo posto in Europa con il maggior numero di liberi professionisti. Dall’analisi dei dati in ambito nazionale emerge che nel periodo 2018-2021 sono stati persi oltre 343mila posti di autonomi divisi in 296mila come autonomi e 29mila come professionisti. Entrando nell’analisi dell’Umbria, emerge che il reddito medio dei professionisti si attesta attorno a 23mila euro in posizione mediana rispetto al resto delle Regioni, con un incremento del 4,4 per cento rispetto l’anno 2020. Se analizziamo l’incidenza dei liberi professionisti sui soggetti indipendenti, emerge che per ogni 100 lavoratori il 24,6 per cento è rappresentato dal mondo professionale. Un altro dato estremamente positivo e significativo è che nella nostra regione svolgono la professione oltre il 38,70 per cento di donne per lo più in ambito sanitario e legale, collocando l’Umbria al terzo posto in Italia per presenza femminile alle spalle solo di Lazio con il 39,8 per cento ed Emilia Romagna con il 39,5. In Umbria l’esercito dei professionisti iscritti a Confprofessioni Umbria è di 1.550 soggetti divisi per le varie aree economia e lavoro, diritto e giustizia, ambiente e territorio, sanità e salute».

Tanganelli ha rimarcato che dal Rapporto emerge che «le professioni stanno soffrendo e hanno perso l’appeal rispetto agli anni passati in cui i giovani ambivano a svolgere la professione. Oggi sempre più i laureati cercano la sicurezza di un posto sicuro come dipendente, preferibilmente nelle pubbliche amministrazioni. Questa situazione ha anche riflessi sulla tenuta del sistema previdenziale delle casse private dei professionisti. Occorre mettere a disposizione dei giovani strumenti fondamentali per riavvicinarsi alla professione, trasmettere la logica di favorire aggregazioni tra professionisti nell’ottica di una crescita dimensionale degli studi. Serve specializzarsi in settori specifici e spingere sulla leva della digitalizzazione dei processi al fine di essere al passo con i tempi».