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I cinquant’anni di “Romeo e Giulietta” tra ricordi e mostre

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Una scena del film "Romeo e Giulietta"

Verrà inaugurata venerdì prossimo, 21 settembre, alle ore 17 presso la chiesa di Santa Maria dei Laici detta dei Bianchi, la mostra fotografica “Così, con un bacio, io muoio” dedicata ai cinquant’anni del film “Romeo e Giulietta”, che Franco Zeffirelli girò nel 1968. Il progetto, promosso dal Comune in collaborazione con l’associazione culturale “La Medusa”, è stato sviluppato d’intesa con le città di Pienza e Tuscania, e in accordo con la Fondazione Zeffirelli di Firenze, per celebrare il grande regista e in segno di riconoscenza per la straordinaria promozione che fece della città di Gubbio, dove ambientò anche l’altro capolavoro “Fratello sole, sorella luna” del 1972. “Gubbio ha più di un motivo per essere grata al maestro Zeffirelli – dice il sindaco Filippo Mario Stirati – e per tributare profondo affetto a quello che dal 2016 è a tutti gli effetti un eugubino doc avendo ricevuto la cittadinanza onoraria dal Consiglio Comunale deliberata nel dicembre 2015. Zeffirelli effettuò accurati sopralluoghi per scegliere le ambientazioni dove avrebbe realizzato le riprese. Gubbio fu subito una delle mete predilette, visitata assiduamente intorno al 1965, insieme ai suoi collaboratori. Lui stesso ha avuto modo di dire, quando lo abbiamo raggiunto nella sua splendida casa-museo di Roma, che la città con la sua forma altera disegnata dalla pietra dei palazzi, che si affacciano su vicoli, strade, piazze intatte nell’aspetto di un tempo, lo aveva profondamente colpito, tanto da essersi sentito marchiato da tanta bellezza. La più bella città medievale ha davvero trovato in lui un interprete mirabile che ha saputo farla conoscere al mondo intero”.

SCENE E CONTENUTI. I Comuni di Gubbio, Pienza e Tuscania, dove furono girate la maggior parte delle scene, hanno dato vita concordemente ad un progetto per dare il giusto risalto a un’opera realizzata con grandi mezzi e alta professionalità. Centrale la città di Gubbio per i duelli di spade ambientati nel centro storico, dove si svolge anche il dialogo tra Mercuzio e Benvolio dalla loggetta del palazzo dei Consoli, e dove sono stati ripresi scorci di vita cortese a palazzo Ducale, tafferugli tra le due fazioni e il duello tra Tebaldo e Romeo. Il film è divenuto il capostipite di un genere, destinato a fare scuola in Italia e all’estero, ricco di intuizioni e di tecniche allora d’avanguardia in campo cinematografico. Tre i temi principali dell’opera cinematografica, costruita sull’omonimo testo teatrale di William Shakespeare secondo la sensibilità del regista: la conflittualità e la sanguinosa divisione tra fazioni, l’amore come sentimento eterno, il dramma e la morte dei giovani protagonisti. Girato in lingua inglese, il film “Romeo e Giulietta” venne salutato dalla stampa e la critica internazionale come un capolavoro assoluto, ottenendo un enorme successo di pubblico nel mondo (quasi 40 milioni di dollari d’incasso negli Stati Uniti). Suggestiva la ricostruzione d’epoca e divenuta celebre la colonna sonora composta da Nino Rota, sul testo “Ai giochi addio” di Elsa Morante.