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Le 5 sentenze di Gubbio-Ravenna: il dogma del 4-3-3 e il rebus giovani

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Il tecnico Alessandro Sandreani

Cosa lascia l’esordio del Gubbio in campionato ieri al “Barbetti” contro il Ravenna? Proviamo a sintetizzare in cinque punti i fattori dominanti dell’esordio.

1- Alessandro Sandreani ha scelto il 4-3-3 e da questo modulo, almeno per ora, non si sposta. E’ una identità tattica precisa, ma c’è il rischio che diventi un dogma condizionando la squadra in partita. Contro il Ravenna a un certo punto c’è stato un calo generale, aggiungendo la giornata grigia del giovane Ricci che gli avversari hanno imbrigliato fin dall’inizio togliendogli fiato e iniziativa. La capacità di cambiare pelle, sul piano tattico, può essere un elemento che compensa i limiti dell’organico.

2- Il presidente Sauro Notari ha dato disposizione che devono giocare almeno quattro under per gli incassi legati ai contributi federali legati all’utilizzo dei giovani. Ieri il Gubbio è partito con Marchegiani (classe 1996), Tofanari (’98), Ricci (’99) e Tavernelli (’99), per poi far entrare Lo Porto (’98) al 33′ dopo l’infortunio di Pedrelli. Sui giovani c’è un rebus: i punti fermi sono il portiere (sia Marchegiani che Battaiola sono del ’96) e Ricci a centrocampo, per il resto si guarda ai terzini e agli esterni d’attacco anche se l’ingaggio di Casoli dopo l’arrivo di Campagnacci potrebbe determinare dei cambiamenti nelle gerarchie pensando proprio a Tavernelli che nel pre-campionato ha bene impressionato scalando gli indici di gradimento agli occhi del tecnico.

3- A Pesaro, domenica prossima, ci saranno dei cambiamenti e riguarderanno proprio l’attacco. La settimana passerà osservando da vicino come stanno Casoli (si è allenato sempre da solo dopo aver rescisso con il Matera) e Campagnacci apparso sovrappeso e che comunque Sandreani ha gettato nella mischia per cercare di dare una scossa alla ricerca di un guizzo risolutore.

4- Ettore Marchi è l’anima della squadra, così come lo è stato per l’intera stagione scorsa rivelandosi decisivo nella difficile corsa alla salvezza. Il capitano fa tutto: attacca, protegge la palla facendo salire i compagni, piazza gli assist e suona la carica sul piano temperamentale. E’ un esempio in campo e fuori. E’ la speranza per le fortune del Gubbio e lo si è visto anche contro il Ravenna risultando di gran lunga il migliore in campo.

5- Il rigore in movimento sbagliato da Nocciolini ha alterato i giudizi sulla prestazione di Marchegiani. L’attaccante del Ravenna è stato lucidissimo in sala stampa a fine partita quando è stato chiamato a commentare l’episodio. “Ho fatto l’unica cosa che non dovevo fare”, ha ammesso candidamente il giocatore riferendosi alla dinamica dell’azione, dopo l’errore di Ricci. Ha tirato addosso a Marchegiani. La palla è passata sotto le gambe del portiere ed è andata di lusso al Gubbio che sia finita di poco fuori. Il gol mangiato da Nocciolini (che fa il paio con l’altro mancato al 92′ di testa da Boccaccini) ha fatto davvero tirare un sospiro di sollievo.