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Rabbia sui social per la strada maledetta. Indiscrezione: scontro frontale per evitare un cane?

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Oreste Ambrogi morto nello scontro

Sui social è irrefrenabile il tam tam con la rabbia in dosi massicce perché la strada maledetta è senza pace, nata già vecchia e teatro di continui incidenti. Ce l’hanno tutti con chi a suo tempo l’ha voluta in questo modo, preoccupandosi del paesaggio più che della funzionalità, e con chi non ha ancora trovato soluzioni concrete per aumentarne la sicurezza anche attraverso sistemi che facciano da deterrenti. L’attacco è durissimo e si mescola alle lacrime per l’ennesima tragedia. La Pian d’Assino verso est ha consegnato un altro scontro frontale tra due auto con il bilancio di un morto e un ferito in gravissime condizioni. Oreste Ambrogi aveva 59 anni, lavorava all’Anas ed era molto conosciuto specie nella zona di Padule dove viveva. Il padre era stato a lungo custode del circolo tennis cittadino. Lascia la moglie e un figlio appena maggiorenne. Guidava la Fiat Punto che, tra le usciti di San Marco e Gubbio Est, alle ore 9.10 è entrata in rotta di collisione con una Volkswagen Touareg condotta da un uomo di 64 anni, nativo di Falconara ma residente da tanti anni a Gubbio dov’è sposato. Per Ambrogi non c’è stato nulla da fare, mentre il ferito è stato dapprima trasportato in codice rosso all’ospedale di Branca per poi essere trasferito nel pomeriggio all’unità spinale del Silvestrini a Perugia con prognosi riservata.

La scena che si è presentata ai soccorritori è stata agghiacciante con un groviglio di lamiere. Le due auto, poste sotto sequestro, erano distrutte e non è stato semplice muoversi per i vigili del fuoco di Gubbio e Gaifana, mentre i primi rilievi del caso venivano eseguiti dai vigili urbani con i carabinieri e il coordinamento della procura di Perugia con il sostituto procuratore Gennaro Iannarone. Le cause e la dinamica sono al vaglio degli inquirenti. Quel tratto in rettilineo nasconde mille insidie e favorisce l’alta velocità anche in presenza di foschia. Emergono indiscrezioni, come la presenza di un cane che sarebbe stato schivato determinando il repentino cambio di corsia con lo schianto. Si tratta di ricostruzioni popolari nel riserbo delle indagini.

Il traffico è rimasto bloccato per oltre tre ore con i veicoli dirottati sulle strade interne e la vecchia Pian d’Assino. Il sindaco Filippo Mario Stirati, dopo un summit con Anas, aveva annunciato per l’estate l’attivazione di tutor per calmierare la velocità in assenza di un piano per intervenire sulla strada. La situazione sta degenerando, specie perché il traffico cresce da quando è aperta la bretella della Perugia-Ancona e il collegamento con il capoluogo umbro non avviene più attraverso la vecchia Eugubina verso Scritto. Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) ha criticato le “tante promesse di Anas”, ricordando i nove decessi nell’ultimo decennio, mentre il consigliere comunale Francesco Gagliardi (centrodestra) ha presentato un ordine del giorno da discutere questa mattina in consiglio comunale “per fare pressione sugli organi competenti. Se necessario chiederemo alla nostra comunità di mobilitarsi con visibili atti di protesta”.