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Capodieci di San Giorgio, il giallo della scheda mancante. Venerdì si decide: lo statuto prevede il sorteggio

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Il seggio nella taverna dei sangiorgiari di via Cristini

Sarà il sorteggio a decidere chi tra Luca Bedini e Francesco “Pepero” Fioriti diventerà Capodieci di San Giorgio per la Festa dei Ceri, affiancando Pietro Menichetti di Sant’Ubaldo e Lucio “Pirro” Sollevanti di Sant’Antonio il prossimo 15 maggio. A meno che i sangiorgiari non vogliano mettere in discussione l’intera votazione di domenica scorsa per il giallo sui riscontri tra i 914 votanti risultati nell’elenco generale e le 913 schede scrutinate nel ricalcolo con il risultato di una misteriosamente mancante. La decisione verrà presa venerdì sera nell’assemblea generale convocata dal consiglio degli ultimi sei Capodieci nella taverna di via Cristina. La via maestra viene indicata dallo statuto dei sangiorgiari che parla chiaro all’articolo 6, laddove prevede che in caso di parità il Capodieci debba essere designato con il sorteggio senza altre possibilità. Non ci sono precedenti di un pareggio tra due candidati con l’esigenza dunque di dover attuare una soluzione alternativa che è rappresentata appunto dal ricorso al bussolo per estrarre a sorte il designato.

SCHEDA MANCANTE. C’è stato il panico domenica in tarda mattinata quando lo scrutinio è stato ripetuto dopo il verdetto iniziale che aveva visto Bedini avanti di due preferenze su Fioriti. Il riconteggio ha cambiato il quadro con una scheda in meno e una preferenza tolta a Bedini per sancire a quel punto l’ex aequo con 362 voti a testa. I due candidati si erano accordati per una nuova tornata elettorale di ballottaggio domenica prossima trovando il placet del consiglio dei Capodieci presieduto nell’occasione da Giorgio Angeloni, protagonista della festa l’anno scorso, che ha messo in votazione dei presenti se a votare dovessero essere gli stessi della mattinata oppure tutti gli iscritti nell’elenco elettorale. A nessuno di fronte a quel risultato sorprendente, più unico che raro, è venuto in mente di controllare lo statuto.

POST IRRIDENTE. Ieri sui social è girato un post irridente con la foto della taverna dei Sangiorgiari e la locandina del film “Manolesta” con Tomas Milian. L’allusione alla scheda mancante ha suscitato ilarità, anche se quando di mezzo ci sono i Ceri bisogna andarci sempre piano con l’ironia. Nell’assemblea generale fissata per venerdì verrà ricostruito quando accaduto nei particolari domenica scorsa e quindi, salvo colpi di scena, sarà presa la decisione sulle modalità del sorteggio, compresa la data. Di sicuro lo statuto, in vigore dallo scorso anno fino al 2023, non si può modificare se non in tempi lunghi considerando che serve una raccolta di firme e successivamente tempi tecnici di almeno tre mesi. I sangiorgiari vogliono chiudere in fretta la questione dopo l’imprevisto domenica scorsa, che peraltro comporterà un fuoriprogramma giovedì prossimo per l’investitura di Lucio Sollevanti come Capodieci santantoniaro nel giorno della ricorrenza di Sant’Antonio Abate. Con lui ci sarà solo il Capodieci santubaldaro Menichetti, mentre i sangiorgiari saranno rappresentati nell’occasione dal presidente della Famiglia, Patrick Salciarini.