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Pd sempre spaccato: Agorà con Gianni Fabbretti diserta e parla di “congresso finto basato solo sulle tessere”

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Gianni Fabbretti (Pd)

Non c’è pace nel Partito Democratico. Il congresso che porterà all’elezione di Massimiliano Grilli candidato unico alla segreteria del partito di Gubbio è bersaglio di feroci critiche interne. L’area Agorà del Pd, con Gianni Fabbretti, è intervenuta con una nota. “No a un congresso finto – viene denunciato -, basato sulla sola conta delle tessere. Un congresso che rifiuta il confronto e va contro i principi ed i valori ispiratori e fondanti del Partito Democratico. Il congresso di un partito è il punto più alto di partecipazione, dibattito, elaborazione e sintesi di una comunità politica unita dalla condivisione di valori e principi, grazie ai quali progetta e sviluppa la sua missione politica; è una fase, e non un momento, nel quale la comunità politica dimostra la sua massima apertura ed inclusività, mettendo in discussione un orizzonte politico e programmatico con la realtà sociale, dandovi così senso e significato. Non a caso lo stesso nuovo segretario Letta ha messo in campo a livello nazionale un semestre bianco, necessario a svolgere questa missione, dalla quale dipenderà il futuro dello stesso Partito Democratico. Nella nostra città e nella nostra eegione il Partito Democratico sta facendo esattamente l’opposto. Chi ha cuore per questo partito, come tanti di noi militanti non parteciperà al congresso che sabato nella nostra città celebrerà l’ennesima restaurazione, riproponendo in sostanza la precedente classe dirigente con logiche sistemiche che a Gubbio lo hanno relegato nelle scorse elezioni Comunali al 7 per cento (contemporaneamente alle Europee il 24 per cento). Un congresso nascosto e buio che si svolgerà senza partecipazione con un tesseramento bloccato ai soli iscritti del 2019, in una realtà di isolamento sociale dovuto dalle restrizioni determinate dalla pandemia, dalla quale proprio in questi giorni stiamo faticosamente uscendo. Una restaurazione e riproposizione guidata dai capobastone del passato che hanno individuato un candidato consenziente, per cristallizzare il tutto, rendendone inagibile il futuro, con il serio rischio di perdita di autonomia ed indipendenza di questo Partito. Un comportamento che producendo indignazione ed al contempo allontanamento, dimostrando nei fatti la volontà di essere una cosa propria… un partito forte nelle mura blindate del suo palazzo ma debolissimo fuori. Il commissario regionale Rossi in tutto questo ha una grave responsabilità; un commissario che ha dimostrato di non conoscere il nostro territorio. Una decisione, quella di indire i congressi con questa tempistica, in questa situazione, che ha determinato il ritiro di quattro candidati alla segreteria regionale e provinciale, con relativo allontanamento di militanti e simpatizzanti. Un’occasione persa che avrebbe dovuto invece vedere l’apertura di una fase costituente, rifondativa del partito, capace di legare le realtà locali con quella regionale, partendo da priorità quali lavoro, salute ed ambiente, con focus specifici, come quello della nostra realtà locale riguardo l’utilizzo di combustibili alternativi da parte di due importanti realtà imprenditoriali. Tutto l’impegno profuso per cercare il cambiamento non può finire così. Occorre traguardare un nuovo orizzonte politico nei modi e nei contenuti. Per riaprire la politica al confronto e alla partecipazione e ridare alle persone la possibilità di incidere nelle scelte dell’interesse comune abbiamo deciso di non partecipare a questo congresso e costituirci in associazione, ponendoci come obiettivo la ricostruzione di un fronte progressista di centro-sinistra a tutela e garanzia della tradizione democratica e antifascista della nostra terra”.