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Il ricordo e la verità sulla strage dei Quaranta Martiri: si piange da 77 anni

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Il Mausoleo dei Quaranta Martiri

Le provò tutte il vescovo Beniamino Ubaldi per evitare la strage per rappresaglia di quaranta vittime innocenti, uccise all’alba del 22 giugno 1944. Restano la memoria e una lettura della storia piegata ai risvolti ideologici più che alla verità dei fatti. Rimane l’invocazione dell’amatissimo presule: «O Signore di misericordia, Dio dei Martiri, accogli nella tua gloria le anime dei cari estinti che l’odio degli uomini ha strappato dalle nostre case e ucciso con la più feroce e orribile delle morti».

I partigiani di quell’attentato non si costituirono, come volevano i tedeschi ai quali non bastò che il vescovo Ubaldi aveva offerto la propria vita. Oggi si rinnova il ricordo, dalla veglia di preghiera ieri sera agli uffici comunali chiusi fino alle 10.30 con l’invito ai commercianti dal sindaco Filippo Mario Stirati a fare altrettanto, con la santa messa celebrata alle 6.30 al mausoleo dal vescovo Luciano Paolucci Bedini e la benedizione delle tombe.

Sono previste al mattino le onoranze civili, poi altre funzioni religiose sempre al mausoleo alle 10.30 e alle 18.30.

Massimo Boccucci