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Toponomastica, non solo Umberto Ajò: ci sono tanti nomi di eugubini eccellenti ai quali intitolare vie e piazze

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L'inaugurazione di via Umberto Ajò
C'è una corposa lista di eugubini eccellenti che attendono di  vedersi intitolata una via o uno spazio pubblico, con varie istanze corredate di documentazione e motivazioni. Ci sono nell'opinione pubblica locale delle posizioni in ordine sparso che spingono affinché la città abbandoni talune denominazioni generiche, mai capite sino in fondo e decontestualizzate, per valorizzare le figure che hanno lasciato una vera impronta, sulla scia di quanto avviene in altre città italiane.
La questione viene rilanciata prendendo come spunto l'intitolazione la settimana scorsa di una via al poeta Umberto Ajò,  nato il 25 gennaio 1934 a Gubbio, dov'è prevalentemente vissuto e dove è morto il 28 marzo 1991. Il settore toponomastica ha ormai da diversi anni un pacchetto di proposte con una serie di nominativi di eugubini che si sono distinti in vari campi. Dovrebbero esserci dei criteri, con modalità procedurali chiare e definite attraverso requisiti stabiliti a monte per ridurre la sfera della discrezionalità.
L’iniziativa della via a Umberto Ajò è stata promossa dal Comune d’intesa con il comitato Movimento internazionale neoumanista III° Millennio di Roma per rendere omaggio al letterato a trent'anni dalla scomparsa. Si sono mobilitati istituzioni, parenti, amici ed estimatori nel sottolineare un percorso umano segnato dalle persecuzioni razziali per l’origine ebrea fno alla malattia che lo costrinse a interrompere gli studi liceali rendendolo quasi cieco.
Ajò ha continuato da autodidatta spaziando dalla poesia alla filosofia, dall’antropologia al folklore e la psicologia, passando per la politica con la militanza nell’allora Pci. Sono intervenuti per ricordarlo Gabriele Panfili, Anna Buoninsegni Sartori, Patrizia Biscarini, Giorgio Marinelli Andreoli, Paolo Brancaleoni e Marisa Leonardi Barbi, che hanno voluto tracciarne il profilo fino a rimarcare le molte pubblicazioni in versi che giovarono a Umberto Ajò premi nazionali e una rete di relazioni significative, come quelle con Giuseppe Ungaretti, Antonello Trombadori, Leo Magnino e Walter Mauro.
Tra le pubblicazioni in versi ci sono Fuochi sull’isola (1956), Il pianeta incatenato (1970), Poesia controvento (1977), Galassie e comete per Soledad” (1988), oltre al radiodramma Sinfonia di noviluni (1959) e la monografia Storia dei Ceri: studio sul folklore eugubino (1982). La lapide in marmo che indica la via è stata realizzata dall'artista artigiano Giuseppe Allegrucci, nuovo presidente dell’Università dei Muratori.