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La lunga giornata dei bambini. C’è anche Giulietta, primo trombettiere donna della storia ceraiola

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I Ceri Piccoli fanno festa insieme nel chiostro della basilica di Sant'Ubaldo

È caduto un tabù sulla festa dei Ceri: oggi, giovedì 2 giugno 2022, nella giornata ceraiola tutta riservata ai giovanissimi, trova spazio per la prima volta una donna. La novità assoluta è appunto il ruolo di trombettiere ritagliato per l’occasione addosso a Giulietta Pierini, con la volontà di superare la barriera della connotazione prettamente maschile. La festa dei Ceri Piccoli chiude il lungo mese della tradizione più amata tra valori, suggestione e fascino con la spontaneità e l’entusiasmo dei piccoli protagonisti che più di altri hanno sofferto i due anni di assenza per la gestione della epidemia.

Gli effetti devastanti del virus hanno lasciato il segno al punto che si sono dovuti cambiare due Capodieci sui tre individuati per l’edizione del 2020 che è stata annullata, come nel 2021, perché nel frattempo sono cresciuti fisicamente dato il passare del tempo. Oggi tocca ai nuovi Capodieci di Sant’Ubaldo, Nicolas Urbani (al posto di Edoardo Belardi), e San Giorgio, Christian Tasso (al posto di Alessandro Rogari), mentre il Cero di Sant’Antonio ha confermato Cristian Tomassoli già scelto due anni fa. La festa è gestita dall’associazione Maggio Eugubino, con la collaborazione di Comune, Diocesi, Università dei Muratori e Famiglie ceraiole.

Questa festa ha radici nel tempo, come evidenziano documenti del 1894 e 1905, portandosi dietro le emozioni forti del 15 maggio e la domenica successiva dei Ceri Mezzani che hanno coinvolto grandi e adolescenti. L’invito viene rilanciato ancora più forte quest’anno affinché i bambini possano sprigionare tutta l’energia senza la solita fastidiosa presenza ingombrante degli adulti che li soffocano creando situazioni imbarazzanti. Oggi si ripropone lo stesso copione dei Ceri grandi con le figure di riferimento, dal Primo Capitano Vittorio Salciarini al Secondo Capitano Filippo Menichini (entrambi figli di volontari che realizzano l’Albero di Natale più grande del mondo) e l’alfiere Jacopo Manuali.

All’arrivo in basilica sul monte Ingino è atteso un epilogo ben diverso da quello carico di tensione nel rendere competitivo l’ultimo tratto della corsa quando il Cero di Sant’Ubaldo punta a chiudere il portone lasciando gli altri due Ceri all’esterno tra non poche riserve e critiche.