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Discarica di Colognola, conti sempre più in rosso. Il Comune cerca una via d’uscita

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La discarica di Colognola

Sono sempre più in rosso i conti del Comune nella gestione della discarica di Colognola. Le spese superano largamente le entrate con un disavanzo che preoccupa la Giunta Stirati alla disperata ricerca di una quadratura economica di fronte alle perdite senza freni.

Sotto accusa le gestioni del passato, soprattutto nel decennio Goracci con le polemiche politiche rilanciate continuamente dai banchi del Consiglio Comunale nei confronti dell’ex sindaco accusato a più riprese di aver fatto di Colognola una sorta di bancomat per incassare grosse risorse non reinvestite per la gestione e il post mortem ma per altri interventi finalizzati perlopiù al consenso elettorale. Goracci sulla questione non risponde, impegnato soprattutto a raccogliere le segnalazioni dei fedelissimi oltre a preoccuparsi di Assange e il murales in via Allende.

Sulle cifre ci sono diverse interpretazioni perfino dei numeri, tra cui nella stessa maggioranza sostiene che il disavanzo raggiunga i 500mila euro e chi ritiene che sia intorno ai 300mila. Si tratta comunque di un deficit considerevole.

Il sindaco Filippo Mario Stirati, il vicesindaco Alessia Tasso con delega all’Ambiente e l’assessore al Bilancio Marco Morelli stanno facendo tutti i calcoli e confidano nei finanziamenti della Regione che con il vicepresidente e assessore all’Ambiente Roberto Morroni ha fatto sapere di non voler accordare alcun contributo ritenendo che Gubbio abbia già avuto risorse per la discarica. Ma il Comune avrebbe trovato l’escamotage per indurre la Regione a dirottare soldi, ovvero la richiesta di un sostegno economico per bonificare l’area della discarica.

Per ora la discarica, come evidenziato in più occasioni anche da vivogubbio.com, si conferma un problema per il buco rosso economico che si è aperto e non si chiude ormai da anni, assorbendo continue risorse (come il Puc di San Pietro e la Gubbio Cultura Multiservizi società interamente di proprietà comunale) sottratte ad altri servizi per la città come le manutenzioni che sono ridotte ai minimi termini.