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Il Comune diserta la festa a Sassari proprio mentre si aspetta l’inserimento dei Ceri nell’elenco Unesco

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La Festa dei Candelieri a Sassari si svolge ogni 14 agosto

Il 14 agosto di ogni anno si ripete immutata da secoli la Discesa dei Candelieri a Sassari, il momento in cui tutta la comunità sarda si ritrova lungo le vie cittadine sino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. I ceri lignei vengono portati per rendere omaggio alla Madonna. La volontà di sciogliere il voto alla Vergine che, cinquecento anni fa, liberò la città dalla peste. I Gremi, con i loro abiti dalle fogge antiche, e la folla che per tutto il tragitto acclama e incita i portatori nella loro danza, sono i veri protagonisti della Faradda, come viene chiamata in dialetto sassarese, la Discesa. Fa parte della Rete delle feste con le macchine a spalla che nel 2013 è stata inserita nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco e riconosciuta bene immateriale patrimonio dell’umanità, insieme alle altre feste delle macchine a spalla italiane.

Gubbio aspetta di essere inserita in questo elenco e ogni tanto la Giunta Stirati prospetta il completamento dell’iter per il riconoscimento.

Ma domenica scorsa, 14 agosto, non c’era a Sassari alcun rappresentante dell’Amministrazione Comunale né delle associazioni legate alla Festa dei Ceri nonostante l’invito delle istituzioni sassaresi che sono state invece presenti il 15 maggio scorso a Gubbio.

Non è dato sapere se il sindaco Filippo Mario Stirati abbia delegato l’assessore Giovanna Uccellani, che però risulta molto impegnata soprattutto a gestire i rapporti e le autorizzazioni per le feste e sagre eugubine, tenuto conto che il bacino elettorale è sul territorio eugubino e non certo in Sardegna.

Gubbio sta cercando in ogni modo di rientrare nella Rete delle feste delle macchine a spalla per ottenere il riconoscimento internazionale dell’Unesco dopo che l’ex sindaco Orfeo Goracci, tra non poche polemiche e accuse di visione miope e paesana, decise di portare via la città dalla Rete per candidare i Ceri da soli con il risultato di lasciare Gubbio esclusa da tutto. Goracci nel pontificare quotidianamente sui social dell’universo mondo, impartendo lezioni a buon mercato, non parla naturalmente di vicende imbarazzanti come questa.