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Cesena-Gubbio da esodo con 435 tifosi rossoblù in curva. Braglia attacca il Comune: “Ci ignorano”

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Piero Braglia

Sfida per cuori forti. Sono attesi 10.000 spettatori e da Gubbio nella Curva Ferrovia riservata ai tifosi rossoblù saranno in 435 (la società ha ringraziato per la risposta del tifo). Sfida da vertice. La classifica dice Gubbio in testa con 23 punti (reduce da tre vittorie consecutive in campionato più il colpo a Pescara in Coppa Italia) contro i 21 del Cesena, che oggi (sabato 5 novembre, ore 14.30) vuole sfruttare il fattore “Manuzzi” dove ha vinto tre gare di fila dopo due pareggi e una sconfitta nella striscia attuale di quattro successi bloccata dalla cocente eliminazione infrasettimanale in coppa nel derby a Rimini.

C’è di più: è la supersfida tra i due allenatori più vincenti che stanno in Serie C: sei promozioni per Piero Braglia e cinque per Mimmo Toscano. Potrebbero esserci diecimila spettatori (il record stagionale è 8.361 contro il Fiorenzuola). Braglia tiene nascosto il modulo, avendone cambiati diversi sia in partenza che a partita in corso, mentre Toscano che non dispone di Bianchi per problemi muscolari potrebbe ripartire dal solito 3-4-1-2.

Braglia ha pure una carta in più: il Gubbio è una cooperativa del gol, avendo mandato a segno dieci giocatori diversi (nessuno ha fatto meglio nel girone B), con appena sei gol presi, di cui solo uno lontano dal “Barbetti” datato 11 settembre, aggiungendo che in trasferta non perde dal 24 aprile (a Montevarchi). La prima volta tra le due squadre è saltata nel 2020 per l’interruzione provocata dal Covid, così il primo confronto al Manuzzi è stato rinviato al 31 marzo 2021 (recupero di un rinvio per il virus) con successo dei bianconeri per 2-1, mentre nello scorso campionato alla prima giornata finì 0-0.

Arbitra Giuseppe Collu di Cagliari, al quinto anno in C: ha diretto i rossoblù nel primo turno playoff della passata stagione, vinto 1-0 con la Lucchese al Barbetti (un precedente con il Cesena: vittoria a Teramo per 4-0 l’anno scorso).

«Affrontiamo una squadra forte – dice Braglia – con una grande tifoseria alle spalle. Giocheremo in un ambiente particolare con un ottimo seguito. Sono stati costruiti per vincere il campionato. Sarà una gara difficile». Il tecnico gioca le proprie carte senza timori: «Il Gubbio farà la sua partita, noi stiamo andando bene. Non ho mai avuto un gruppo così unito e che sorride. Sono tutti a disposizione e questo deve darci ancora più coraggio e voglia di fare bene».

Gli osservati speciali sono Arena e Spina, gli under che stanno facendo la differenza. Hanno castigato Imolese e Olbia, nelle ultime due delle ultime tre vittorie consecutive in campionato oltre al passaggio agli ottavi di Coppa Italia grazie al blitz a Pescara, che hanno fatto archiviare senza scorie le prime due sconfitte (in casa contro Rimini e Reggiana) dopo 17 partite positive dalle amichevoli in poi.

«Spina deve andare avanti come adesso – spiega Braglia -, l’importante è che continui a giocare così e a correre. Arena deve fare semplicemente ciò che sa e con assoluta libertà. Questi due ragazzi sanno farsi volere bene nella squadra».

Braglia riserva una pesante stoccata all’Amministrazione Comunale:
«Obiettivo mio e del mio staff è stato subito quello di riportare la gente allo stadio ed è una soddisfazione ricevere i complimenti di tante persone. Spero che un giorno potrà esserci anche una curva vicino al rettangolo di gioco nel nostro impianto di gioco. Inoltre, devo dire che da quando sono qui non ho conosciuto né sindaco né assessore di riferimento: da qualsiasi altra parte vengono a interessarsi delle realtà sportive, soprattutto di alto livello, qui invece noto un disinteresse comune. Noi lavoriamo per fare il meglio del Gubbio anche in ottica futura, anche quando noi saremo andati via, perché credo che al primo posto vadano messe le persone. Purtoppo devo ammettere che in 33 anni che faccio questo mestiere, pure a Bibbiena quando ho iniziato, è venuto l’assessore e andavamo molto male dal punto di vista dei risultati, qui fortunatamente non siamo in difficoltà ma penso che sia anche una forma di educazione farsi vedere anche verso una società che spende tanti soldi, nei confronti dei tifosi che sono costretti a vedere una partita da un punto piuttosto periferico da dove si gioca. Poi è vero che questo è un ambiente dove si lavora benissimo ma è reale la problematica delle strutture: ricordo che spesso per fare allenamento siamo costretti ad andare a 30 chilometri da qui se non troviamo qualcuno che ci ospita, un aspetto che ritengo assurdo al giorno d’oggi ».

L’allenatore non si sbilancia sul modulo, che ha cambiato spesso sia in partenza che a partita in corsa. Non anticipa mai le mosse e sa cogliere tutti di sorpreso, immaginando che potrebbe partire a specchio con gli avversari (3-4-1-2, o 3-4-2-1) oppure mettersi a quattro dietro. Ci sono varie possibilità e soluzioni.

Cordoglio nell’ambiente per la scomparsa di Enzo Pastorelli, storico collaboratore dello staff medico legatissimo ai colori rossoblù, ricordato dal presidente Sauro Notari sui social del club.

La qualificazione agli ottavi di finale della Coppa Italia è un’altra testimonianza sull’ottimo stato di salute del Gubbio che affronterà il Padova all’Euganeo nella tre giorni, tra il 15 e il 17 novembre, in cui sono previste le otto gare (le altre sono Alessandria-Renate, Sangiuliano-Juventus Next Gen, Rimini-Vicenza, Viterbese-Pontedera, Entella-Lucchese, Foggia-Crotone e Catanzaro-Avellino: in caso di parità supplementari ed eventuali rigori).