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Lavori all’Edificio Scolastico, i reperti romani scoperti fanno dilatare i tempi

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Il sopralluogo all'Edificio Scolastico di via Perugina

I lavori all’Edificio Scolastico Matteotti di via Perugina vedranno dilatarsi i tempo. Il cronoprogramma è infatti in fase di aggiornamento poiché sono stati ritrovati dei reperti archeologici di epoca romana e si stanno ricalibrando i tempi previsti per gestire con la Soprintendenza i ritrovamenti. L’ultimazione annunciata per l’autunno potrebbe slittare di almeno sei mesi, fino ad andare oltre la primavera 2024.

La problematica complica tutto, soprattutto perché quanto scoperto viene definito un patrimonio archeologico. il funzionario Giorgio Postrioti della Soprintendenza ha fatto sapere che “sono stati ritrovati in diversi ambienti alcuni residui di murature però abbastanza disarticolate tra loro, mentre in altri è stato trovato un ampio tratto di una strada basolata che probabilmente conduceva al vero e proprio Foro della città romana e parte della fronte degli edifici che vi si affacciavano. Sulla strada basolata si vedono ancora le tracce dei carri che le hanno solcate, vissute e attraversate per tanti secoli. Per quanto riguarda la forma degli edifici, si tratta di grandi domus private con la parte interna già asportata durante la costruzione della scuola negli anni ’30 del secolo scorso. Per i lavori è stata predisposta una parziale variante per tutelare i reperti, poi cercheremo di trovare con i progettisti e l’Amministrazione Comunale la possibilità di rendere questo patrimonio fruibile per la cittadinanza”.

L’intervento di adeguamento sismico ed efficientamento energico vede un investimento di 15 milioni di euro e la prospettiva di standard mai visti dal punto di vista della sicurezza. In un sopralluogo è stato fatto il punto della situazione dal sindaco Filippo Mario Stirati e l’assessore ai Lavori pubblici, e al seguito l’assessore all’Istruzione Simona Minelli, presente il dirigente del primo circolo didattico Francesca Pinna, peraltro consigliere comunale di maggioranza.

L’efficientamento energetico riguarda ogni componente della struttura e l’adeguamento sismico viene innalzato da base 3 a 4, divenendo dunque di valenza strategica. Centrale è stato l’impegno di Cooprogetti, rappresentata da Lorena Ragnacci e dell’ingegner Riccardo Vetturini. “Un intervento davvero unico – spiega Vetturini – in una struttura di valenza monumentale e uso scolastico. L’amministrazione ha voluto risolvere la criticità del rischio sismico attraverso un adeguamento risolto attraverso l’isolamento alla base. In pratica l’edificio è stato separato dal terreno e il cantiere sta affrontando questa fase, ovvero realizzare una soletta di base solidale al terreno che attraverso degli isolatori fatti ad hoc separerà appunto l’edificio dal terreno». Questo perché l’evento sismico – si evidenzia – viene trasferito come energia dal terreno alla sovrastruttura e interponendo tra questi due corpi un filtro riusciamo a proteggere l’edificio. Gli isolatori sono elastomerici accoppiati a delle slitte e questo permette di raggiungere il 100 per cento della sicurezza”.