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Css nei cementifici, Goracci vorrebbe l’ennesimo ricorso perso in partenza senza dire chi dovrebbe pagarlo

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Palazzo Pretorio sede del Comune di Gubbio

Nel Consiglio Comunale di ieri, martedì 28 febbraio, si è tornati ancora a parlare dell’utilizzo del Css (Combustibile solido secondario) nei cementifici Barbetti e Colacem previsto da normative europea e nazionale, e autorizzato dalla Regione Umbria, con l’ordine del giorno del consigliere comunale di minoranza Orfeo Goracci, presentato lo scorso 30 gennaio, che si poneva il problema di cosa fare dopo la sentenza del Tar che ha respinto il ricorso del Comune di Gubbio, con le spese legali a carico di tutti i cittadini perché inserite nel bilancio.

L’ordine del giorno ideologico e poco pratico, dai risvolti esclusivamente elettorali per provare evidentemente a ottenere simpatie e voti dei comitati ambientalisti e settori dell’ultrasinistra, è stato respinto da maggioranza e minoranza, con la sola eccezione di Marzio Presciutti Cinti, passato dal centrodestra ad Azione di Calenda che come noto sono entrambi contrari all’uso del Css. Goracci ha definito Presciutti Cinti coerente: chissà se alludeva a un’eventuale alleanza tra i due alle elezioni comunali del 2024 visto che l’ex candidato del centrodestra ha optato per una coerenza personalistica del tutto sganciata dai partiti in cui ha militato e milita.

Il documento di Goracci è stato respinto con solo 2 voti a favore, 18 astenuti e 2 contrari (il Movimento 5 Stelle).

Goracci insiste sull’ennesimo ricorso, al Consiglio di Stato (dati i precedenti ci sono zero possibilità di un accoglimento), e su azioni di forza che il sindaco attraverso ordinanze dovrebbe prendere, esponendo il Comune a nuove spese e al rischio di risarcimento danni con ripercussioni economiche sul bilancio e quindi sulle tasche dei cittadini. Goracci non indica chi dovrebbe pagare le azioni di contrasto. Non è dato sapere se per esempio sia disponibile per il ricorso al Consiglio di Stato a contribuire personalmente a coprire tutte le spese con i proventi personali, vitalizi compresi, della lunga carriera politica remunerata con introiti sostanziosi. Goracci ha fatto sapere che Stirati non ha ancora ufficializzato se ricorrerà o meno al ricorso al Consiglio di Stato, perché impegnato come Goracci a tenere buoni i comitati ambientalisti e l’ultrasinistra anche nella prospettiva elettorale personale delle elezioni regionli, mentre la maggioranza è rimasta in silenzio sull’argomento.