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Contessa, incontro senza Anas, Regione e Provincia. Spunta un’altra strada alternativa

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La strada statale della Contessa

Erano attesi esponenti di Anas, Regione e Provincia al ristorante San Bartolomeo oggi pomeriggio (mercoledì 15 marzo) lungo la strada statale numero 452 della Contessa per fare il punto della situazione e valutare le prospettive quando verrà chiusa, sia sul piano tecnico-operativo e sia a livello di risarcimenti economici.

C’erano collegati soltanto i sindaci Filippo Mario Stirati e di Fano, Massimo Seri, con la partecipazione degli operatori commerciali della zona, Barbara Marsili presidente di Confcommercio, Luca Colaiacovo presidente della sezione comprensoriale dell’eugubino-gualdese di Confindustria e Andrea Rueca, referente della Cna.

Stirati ha confermato che la strada chiuderà dopo Pasqua, per i lavori al viadotto e in galleria, e che l’unico sostegno economico certo al momento da parte dell’Amministrazione Comunale sarà uno sconto sui tributi locali. Non ci sono altre novità in un clima sempre più rovente per i disagi e i danni economici che questa vicenda è destinata a portarsi dietro pesantemente.

Gli operatori economici hanno avuto, con l’avvocato Luigi Santioni, un primo contatto con la Regione proprio sul capitolo dei ristori.

Sul piano viario, invece, resta la problematica della strada a valle, ovvero la vecchia Contessa che risulta troppo stretta senza aver previsto piazzole, per favorire la doppia circolazione da e per Pontericcioli. Si è anche ipotizzato il semaforo che richiederebbe intervalli di transito di circa 12 minuti. C’è inoltre il problema di quando il viadotto verrà abbattuto con la previsione di una settimana-dieci giorni di chiusura anche di quel tratto, creando grandi problemi a chi dovrà rientrare nelle proprie case.

C’è la possibilità di un’altra via alternativa, quella di circa 5 chilometri che risale per poi uscire dalla Troppola alla Madonna della Cima. Eviterebbe pure questa di ricorrere alla vecchia Flaminia transitando verso Scheggia con un allungamento di chilometraggio e tempistiche spaventosi. Questa strada secondaria è stata interessata da movimenti franosi per i quali la Regione ha accordato i contributi: si potrebbe pensare a una sistemazione, anche senza asfalto, per agevolare il flusso veicolare, senza peraltro alcun problema a livello di doppio senso di circolazione viste le dimensioni. In questo caso si avrebbero due strade alternative e potrebbero consentire l’accesso di auto, mezzi leggeri e moto.