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Città Futura verso il no alle primarie. Decisiva l’assemblea nelle prossime ore. Torna in discussione il campo largo

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La sala Consiliare di palazzo Pretorio

Sembrava tutta in discesa per il campo largo del centrosinistra dopo l’arrivo a Gubbio dei capi della politica perugina che si vedono soprattutto quando si avvicinano le elezioni regionali per cercare i voti. Sembrava certa l’alleanza tra LeD, Pd, 5 Stelle, Psi e Città Futura, con l’esclusione a sorpresa dal perimetro di Gubbio Città Europea di Diego Pierotti e Gianni Fiorucci che pure avevano sostenuto Alessia Tasso dopo le critiche alla Giunta Stirati in sede di presentazione dell’associazione.

Le forze della costruenda coalizione hanno previsto la condivisione di un programma elettorale, ovvero la solita fuffa che all’atto pratico non serve a niente perché chi governa poi fa quel che vuole e si dimentica facilmente ciò che ha promesso (vale a sinistra come a destra), per poi individuare una candidatura a sindaco unitaria, scelta eventualmente attraverso lo strumento farlocco delle primarie che nei Paesi veramente democratici e politicamente lineari si fanno solo in presenza di un sistema bipolare e bipartitico (si guardi quello che ha combinato il Pd per il segretario con Stefano Bonaccini scelto dagli iscritti ed Elly Schlein votata nei gazebo soprattutto da stranieri e infiltrati degli altri partiti, soprattutto grillini).

C’è un problema: Città Futura ha mostrato fortissime perplessità verso le primarie, ossia sul duello tra il vicesindaco Alessia Tasso dei LeD che rappresenta la continuità e Leonardo Nafissi candidato ufficialmente dalla stessa Città Futura (altri nomi non sono emersi pur se hanno trovato conferma direttamente da Perugia le anticipazioni di VivoGubbio sull’ipotesi Marco Bellucci dei socialisti che poi si sono chiamati fuori dall’indicazione inizialmente prospettata). Ieri sera (giovedì 29 febbraio) Città Futura ha riunito i coordinatori dei gruppi di lavoro per un confronto. Non sarebbe stata presa alcuna decisione che invece è attesa per domani (sabato 2 marzo) quando è convocata l’assemblea degli iscritti che elaborerà direzioni e proposte da portare poi al tavolo del campo largo.

Il ragionamento è semplice: le primarie, ipotizzate per metà marzo, si profilano con un esito scontato perché Alessia Tasso gode di una vera e propria macchina da guerra capitanata dallo zio stratega, Claudio Tasso, che sa come si affrontano e vincono le battaglie di questo genere. Nafissi, non visto bene in ampi settori del Pd eugubino e nel Psi, partirebbe sostanzialmente battuto e dovrebbe in quel caso accontentarsi di un ticket stabilito in partenza, cioè Alessia Tasso candidata a sindaco e lui eventuale vicesindaco in caso di successo elettorale a giugno.

In tutta questa storia, stanno alla finestra i grillini legati a doppio filo col Pd e i socialisti: a loro basta giocare di sponda per trarre benefici se e quando si dovranno spartire gli incarichi.

La vicenda rischia di mettere in difficoltà il sindaco uscente Filippo Mario Stirati, che spera nel campo largo da sfruttare per la sua candidatura alle elezioni regionali successive alle comunali, e anche i vertici perugini di Pd, Movimento 5 Stelle e Psi che credono di essersi tolti un peso con il caso Gubbio notoriamente sempre contorto e spinoso quando si vota per il Comune.