Dimissioni di Lucia Rughi, Città Futura e Gubbio Partecipa: “Si torni a votare”

Lucia Rughi

Gubbio Città Futura e Gubbio Partecipa, che nel 2024 hanno sostenuto il candidato a sindaco Leonardo Nafissi soprattutto contro la coalizione di Alessia Tasso, hanno preso posizione dopo le dimissioni di Lucia Rughi.

Le due liste civiche scrivono:

Le dimissioni dell’assessora Lucia Rughi a Gubbio rappresentano un passaggio significativo nella crisi politica che ormai da tempo attraversa la giunta guidata dal sindaco Vittorio Fiorucci.

Non spetta a noi entrare nelle valutazioni personali che hanno portato a questa scelta. È però evidente che l’uscita dalla giunta dell’unica figura tecnica chiamata a gestire deleghe delicate come i servizi sociali e le politiche educative apre interrogativi seri sul funzionamento complessivo dell’amministrazione.
Il dato politico è ormai sotto gli occhi di tutti. Dopo divisioni interne, cambi di assetto e ora l’uscita di un’assessora, appare sempre più evidente il fallimento del progetto politico che aveva portato alla nascita di questa amministrazione comunale.

Pensare di risolvere una crisi di questa portata con un semplice rimpasto o con operazioni di palazzo sarebbe un errore grave, destinato a mettere ulteriormente in difficoltà la capacità amministrativa della giunta guidata da Fiorucci. Non è con rattoppi dell’ultima ora o con improbabili nuovi equilibri consiliari che si restituisce stabilità alla città.
Quando una stagione politica si esaurisce, la strada più corretta e più rispettosa verso i cittadini è una sola, fare un passo indietro e ridare la parola agli eugubini. Per questo riteniamo che il sindaco debba prendere atto della situazione e trarne le logiche conseguenze politiche.

C’è poi un tema concreto che riguarda il lavoro avviato negli ultimi mesi. Proprio sui servizi sociali e sulle politiche educative si erano avviati percorsi di co-programmazione e co-progettazione con il territorio, strumenti importanti per costruire politiche sociali partecipate e responsabili.
Oggi ci chiediamo che fine faranno questi percorsi e se esista ancora, all’interno della maggioranza, la volontà e la capacità di portarli avanti con coerenza.

Gubbio ha bisogno di chiarezza, di una guida stabile e di un progetto credibile. Non è immaginabile che una crisi politica di questa portata venga risolta con nuovi equilibri consiliari costruiti nelle stanze del palazzo.
Quando una maggioranza non esiste più, è giusto tornare al giudizio dei cittadini.