Lacrime, parole e ricordi ai funerali di Cristian Cappannelli, oggi pomeriggio (mercoledì 17 giugno) nella chiesa Madro del Salvatore di Madonna del Ponte. “È il compimento della vita di Cristian, che è di fronte a Dio. Un momento di dolore e sofferenza inspiegabili, Dio abbia pietà e misericordia di lui. Viviamo un dolore fortissimo”, ha detto il parroco Emanuele Daniel. Il ventiduenne si è spento domenica scorsa si all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia a seguito delle ferite riportate nell’incidente stradale di venerdì notte sulla Pian d’Assino, nei pressi dello svincolo per Padule, mentre stava tornando a casa con la fidanzata Martina.
“Papà Marco mi ha raccontato i sogni di Cristian – ha sottolineato il parroco, che ha officiato il rito funebre con don Pasquale Criscuolo e don Pietro Benozzi -, un ragazzo bravo e generoso. La vita di ciascuno è un dono e un mistero, Dio c’è sempre accanto. Stacchiamo lo sguardo dalle cose terrene e guadiamo in alto. Ci stringiamo intorno al dolore della famiglia e diciamo che noi ci siamo”.
La mamma, Veronica, ha ricordato che “Cristian aveva tanti progetti per il futuro, molti dei quali legati al lavoro. Vogliamo ricordarti con il sorriso. Sarai sempre intorno a noi e ci proteggerai”. Nella lettera della sorella Elisa i sentimenti per dire che Cristian ha lasciato “qualcosa di indescrivibile. I ricordi belli sono tanti, eri pieno di aspettative”, oltre a una lettera dei colleghi di lavoro dell’autofficina dov’era molto apprezzato.
Le lacrime agli occhi di Martina, la fidanzata: “Sarai sempre la spalla sulla quale mi appoggerò – ha detto -, mi manca più di tutto il tuo sorriso. Eri un grande lavoratore, una persona autentica e leale. La mia famiglia non ti dimenticherà. Grazie per avermi fatto conoscere la vita vera”.
Il rito si è concluso con il ricordo da parte di Mattia, che ha evidenziato la grande disponibilità verso gli altri e la sincerità del suo amico.
Dietro l’altare il gonfalone dei Santubaldari, a sottolineare il legame profondo di Cristian con il Cero del patrono, ricordando il 15 maggio scorso quando era entrato per la prima volta nelle girate del mattino.
C’erano il sindaco Vittorio Fiorucci e il presidente dell’Università dei Muratori, Fabio Mariani, mentre alcune attività commerciali sono rimaste chiuse in segno di lutto.
Gubbio sconvolta dal dolore s’interroga ancora una volta sull’inadeguatezza della Pian d’Assino a est, al di là della dinamica di quanto accaduto.
Oltre al sindaco Fiorucci e il presidente della Regione, Stefania Proietti, si sono mobilitati anche i singoli cittadini, come l’avvocato Luigi Santioni che ha scritto ad Anas per rilanciare le preoccupazioni della comunità, e di organizzazioni come l’associazione Eugubini nel Mondo, presieduta dal dottor Mauro Pierotti, che ricorda come Gubbio sia il sesto Comune dell’Umbria e l’unico (peraltro il più esteso con i suoi 525 chilometri quadrati) non attraversato da una quattro corsie e la ferrovia tra i 15 sopra i 15mila abitanti, e il Consorzio Turistico Gubbio Alta Umbria che in una nota a firma del presidente, Gloria Margaret Pierini, ha evidenziato come la strada “continua a rappresentare una delle principali criticità infrastrutturali del territorio eugubino”. Viene chiesto all’Amministrazione Comunale “di farsi promotrice di un’azione immediata e determinata, attivando senza ulteriori ritardi tutti gli enti e gli organi competenti affinché venga individuata e realizzata una soluzione concreta ed efficace”.







































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