Addio all’intellettuale Goffredo Fofi. Ha donato oltre 10mila opere alla biblioteca Sperelliana

Goffredo Fofi

I telegiornali, radiogiornali e la stampa nazionale sta dando risalto alla morte dell’intellettuale eugubino Goffredo Fofi, che si è spento a 88 anni all’aspedale Cavalieri di Malta a Roma. Fofi è stato scrittore, saggista, giornalista e critico culturale. Nato a Gubbio il 15 aprile del 1937, poche settimane fa si era rotto il femore ed era stato operato.

Tra i suoi libri si ricordano “Prima il pane”, “Strana gente”, “Pasqua di maggio”, “Sotto l’ulivo”, “Le nozze coi fichi secchi”, oltre ai numerosi volumi firmati con altri intellettuali. Nel 2008 ha fondato “Le Edizioni dell’Asino”, progetto editoriale che perseguiva il suo impegno per una cultura popolare e accessibile a tutti. Di recente la storia di Fofi è stata raccontata da Felice Pesoli nel documentario “Suole di vento”.

Fofi ha vissuto per tanti anni tra Roma e Napoli, ma era profondamente legato a Gubbio tanto che ha donato alla Sperelliana oltre 10mila opere consultabili da tutti

L’Amministrazione Comunale ha diffuso una nota di cordoglio:

“Con profonda commozione il Comune di Gubbio partecipa al cordoglio per la scomparsa di Goffredo Fofi, intellettuale tra i più lucidi e coraggiosi del panorama culturale italiano, nato proprio a Gubbio 88 anni fa. Saggista, giornalista, critico cinematografico, letterario e teatrale, Fofi ha attraversato oltre mezzo secolo di vita pubblica italiana con uno sguardo sempre attento alle voci marginali, agli ultimi, agli esclusi, scegliendo la strada di un impegno rigoroso e mai convenzionale. La sua opera, svolta in molteplici ambiti – dall’editoria all’attivismo sociale, dalla critica alla formazione – è stata animata dalla volontà di costruire un’alternativa al pensiero unico, al consumismo culturale e all’omologazione. ur vivendo e operando per lunghi periodi in altre città italiane – da Napoli a Torino, da Palermo a Roma – Fofi ha conservato un legame profondo con la sua città natale, Gubbio. Non soltanto un legame affettivo, ma anche un riferimento costante nella sua riflessione sull’identità, sulle radici e sul rapporto tra cultura e territorio. Gubbio ha rappresentato per lui un’origine da cui partire per interrogare il presente, per custodire la memoria e, al tempo stesso, per costruire sguardi nuovi sul futuro. Nella sua lunga carriera, ha contribuito in modo decisivo alla riscoperta critica di figure come Totò, e ha fondato riviste e progetti culturali che hanno segnato un’epoca, come Ombre Rosse, Lo Straniero, Dove sta Zazà e, in anni più recenti, Gli Asini. La sua attività non è mai stata separata dall’impegno sociale: dalla Mensa dei bambini proletari a Napoli al sodalizio con Danilo Dolci in Sicilia, Fofi ha sempre creduto che la cultura dovesse essere a servizio della giustizia, dei diritti e della dignità umana. Il Comune di Gubbio si unisce al dolore della famiglia, degli amici, dei collaboratori e di quanti in Italia e non solo hanno riconosciuto in Goffredo Fofi una voce autorevole, appassionata, indipendente. La sua città natale lo ricorda con riconoscenza e affetto, onorando il pensiero e la testimonianza di un figlio che non ha mai smesso di interrogare il mondo con intelligenza e con cuore”.