Aline dal Brasile ha ritrovato la famiglia eugubina che ha aiutato la sua. Franco Vispi: “Tenne i rapporti mia moglie Ada”

Una vecchia foto della famiglia brasiliana di Aline de Souza Santos quando veniva aiutata dagli eugubini Franco e Ada Vispi

Di anni ne sono passati tantissimi e Aline de Souza Santos, che allora era una bambina, non ha mai dimenticato quanto una famiglia eugubina ha aiutato la sua nei momenti più difficili. Dal Brasile con amore, oggi Aline ha 46 anni e da Osasco, nello Stato di San Paolo dalla storica parrocchia cattolica Nostra Signora del Rimedio, ha rivolto un appello per essere aiutata nella ricerca attraverso l’associazione Eugubini nel Mondo, presieduta dal dottor Mauro Pierotti.

“Sto cercando una famiglia di Gubbio – ha scritto la donna – che all’inizio degli anni ’90 ha avuto un ruolo molto importante nella vita della mia famiglia quando avevo circa 12-13 anni. La mia famiglia attraverso un sacerdote si mise in contatto con una famiglia di Gubbio composta da Franco e Ada e dai loro due figli, Giuseppe e Francesca. Per alcuni anni abbiamo ricevuto molte lettere da Franco, scritte in italiano. Il sacerdote le traduceva per noi. Franco e Ada ci aiutavano economicamente e aiutavano anche altre famiglie”.

La donna brasiliana evidenzia come “grazie al loro aiuto, la mia famiglia riuscì persino a iniziare a costruire la nostra casa. Ricordo anche che Francesca si sposò in quel periodo e ci mandò una fotografia del matrimonio, ricordo inoltre foto della famiglia con la neve e purtroppo sono andate perdute. Giuseppe venne anche in Brasile insieme a un amico di nome Marco. L’ultima notizia che abbiamo avuto è della scomparsa di Ada, poi i contatti si sono interrotti. Oggi non cerco assolutamente aiuto economico. Vorrei solo ritrovare Franco, Giuseppe e Francesca, per poter dire loro grazie e raccontare che l’aiuto non è mai stato dimenticato”.

Come ai tempi di “Carramba che sorpresa”, la ricerca è andata a buon fine. Franco Vispi, ex dirigente d’azienda in pensione, il padre di Giuseppe e Francesca, si è fatto avanti dopo l’appello. “È la mia adorata Ada che non c’è più – racconta – ad aver tenuto i rapporti dagli anni ’80 fino alla prima metà dei ’90. Il contributo veniva mandato a Osasco tramite il missionario don Pasquale Grossi, che è stato parroco di San Secondo nel 1968 per poi andare in Brasile. Nessuno di noi ha mai dimenticato quella famiglia brasiliana e dopo l’appello ci siamo ritrovati scrivendoci praticamente ogni giorno”.

Franco Vispi rivela di un messaggio speciale, che l’ha commosso, ricevuto da Aline che ha voluto esternare come aver ritrovato la famiglia di Gubbio “mi ha riempito il cuore di una felicità che è difficile da spiegare. Dopo oltre trent’anni ho finalmente avuto la possibilità di ritrovarvi, per me è qualcosa di davvero speciale. Avevo bisogno di dirle una cosa che porto dentro da tutta la vita: grazie. In un periodo molto difficile, quando nella nostra famiglia mancavano tante cose e vivevamo momenti di grande difficoltà, l’aiuto che lei e Ada ci avete dato è stato molto più grande di quanto forse possiate aver immaginato. Non è stato solo un aiuto economico, in quel momento, ci ha permesso di andare avanti”.

Aline ricorda che «a causa della povertà, io non pensavo che avrei potuto studiare, avere un futuro, diventare ciò che desideravo. E nelle lettere che ci scrivevate, mi dicevate che avrei potuto essere ciò che volevo. Dovevo soltanto studiare, non arrendermi e ascoltare i miei genitori. Quelle parole non sono mai uscite dalla mia mente. Ho studiato, ho lavorato, ho costruito la mia strada e sono riuscita a crescere i miei figli con tutto l’amore e la forza che ho dentro di me. E quando penso alla mia storia, alla persona che sono diventata e al cammino che ho percorso, so che anche lei e Ada ne siete stati una parte importante. Per questo la mia gratitudine non sarà mai legata solo a ciò che avete fatto per la nostra famiglia in quel momento difficile. Sarà sempre legata anche alle parole che avete regalato a una bambina che aveva bisogno di credere che il suo futuro potesse essere diverso. Voi avete creduto in me quando io ancora non sapevo se potevo credere in me stessa. Grazie per essere stati parte della mia vita, per aver aiutato la mia famiglia, per aver creduto in quella bambina. E grazie soprattutto per averle insegnato, con le vostre parole, a non arrendersi”.

 

Massimo Boccucci