Passo istituzionale importante per l’Archivio delle Mani Maestre che, guidato da Patrizia Ramacci di Gypsea, ha incontro a Perugia l’assessore regionale Simona Meloni. L’incontro nella sede della Regione Umbria è un’altra testimonianza della valenza di questa iniziativa eugubina.
“Le abbiamo presentato l’Archivio delle Mani Maestre – spiega Patrizia Ramacci sui social -. com’è nato, gli incontri che abbiamo vissuto, le tante storie che abbiamo raccolto e le numerose testimonianze che sono entrate a far parte di questo patrimonio condiviso. Abbiamo inoltre condiviso una riflessione sul valore delle botteghe artigiane, non solo come luoghi di produzione e trasmissione del sapere, ma anche come spazi di relazione, incontro e costruzione di comunità. Abbiamo trovato un ascolto attento e partecipe. Siamo convinti che il coinvolgimento delle istituzioni possa rappresentare un valore aggiunto fondamentale per dare ulteriore forza e visibilità al progetto e creare le condizioni per future opportunità di collaborazione e percorsi condivisi. Ad accoglierci nella sala d’attesa c’erano anche le splendide fotografie di Maurizio Biancarelli, Mano Maestra del nostro Archivio: ci siamo sentiti ancora più a casa”.
Un altro momento importante c’è stato in occasione del Premio Rotondi 2026 ai Salvatori dell’Arte, a Sassocorvaro Auditore in provincia di Pesaro e Urbino, è stato accolto nell’Archivio delle Mani Maestre la mano di Lorenzo Nigro, archeologo dell’università La Sapienza di Roma e vincitore del prestigioso riconoscimento. “La sua è la mano – viene spiegato – di chi scava nel passato per proteggere il presente, di chi raccoglie tracce, storie e testimonianze per consegnarle alle generazioni future. Il Premio Rotondi nasce per ricordare la straordinaria opera di Pasquale Rotondi, protagonista durante la Seconda guerra mondiale del più grande salvataggio di opere d’arte mai realizzato. Una testimonianza concreta di come la cura, il senso di responsabilità e il dovere quotidiano possano preservare ciò che appartiene alla memoria collettiva. Da oltre vent’anni, Lorenzo Nigro dirige gli scavi di Tell es-Sultan, l’antica Gerico, considerata una delle città più antiche del mondo. Nella sua lunga attività, oltre 500 ricercatori hanno fatto parte della sua squadra: una comunità che ha attraversato anche momenti difficili, come il tentativo di distruzione del sito con le ruspe. Ma è nella continuità del lavoro quotidiano che si misura la forza di una testimonianza destinata a durare nel tempo. “𝑯𝒐 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒃𝒖𝒐𝒏𝒂 𝒗𝒐𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂̀. 𝑪𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐𝒏𝒐 𝒗𝒊𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒑𝒂𝒄𝒆, 𝒗𝒆𝒓𝒓𝒂̀ 𝒊𝒍 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐”, parole che raccontano la speranza di chi non si arrende alla distruzione e alla guerra, di chi continua a credere nell’umanità”.









































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