La vicenda degli Arconi, con il futuro e la contrapposizione tra la destra di Fiorucci e l’Università dei Muratori per il destino degli spazi sotto piazza Grande, è al centro di un durissimo scontro politico-istituzionale.
Il presidente della Prima Commissione consiliare permanente, il leghista Enrico Piergentili, ha rigettato la richiesta del consigliere comunale di minoranza Rocco Girlanda che chiedeva di poter ascoltare il presidente dell’Università dei Muratori, Giuseppe Allegrucci, dopo l’ultima riunione del cosiddetto Tavolo Ceraiolo e la lettera del sindaco Vittorio Fiorucci che ha ritenuto di sospenderne la convocazione per i contrasti emersi.
L’onorevole Girlanda ha deciso di rendere pubblico, sui propri social, la Pec inviata al presidente della Prima Commissione dopo che Piergentili “ha rifiutato larichiesta di audire in commissione il presidente della Università dei Muratori sul tema Arconi”. Girlanda parla di “vergogna alla quale non c’è mai fine”.
Ecco il testo della Pec inviata a Piergentili e, per conoscenza, al presidente del Consiglio Comunale, Mattia Martinelli, e al sindaco Fiorucci.
Con una certa esperienza politica, non mi è difficile riconoscere nella Sua comunicazione odierna un tentativo – peraltro poco felice – di eludere il merito della questione, rifugiandosi in una interpretazione particolarmente rigida e strumentale del Regolamento consiliare. Colgo, inoltre, con rammarico il coinvolgimento del Segretario Generale: coinvolgimento volto evidentemente a conferire parvenza formale ad una posizione, mi permetta, oggettivamente debole. Ciò che però non Le è riuscito – e Le assicuro che mai Le riuscirà – è sottrarre la questione al suo piano politico. La Giunta che Lei sostiene non può pensare di evitarne il confronto, né tantomeno dovrebbe volerlo fare.
La mia richiesta era semplice e trasparente: invitare il Presidente dell’Università dei Muratori ad una seduta della Commissione da Lei presieduta, per ascoltare direttamente la posizione dell’Università circa una ricostruzione dei fatti esposta da altri (leggasi: il Sindaco), ricostruzione che non risulta coincidente con quanto a mia conoscenza. Comprendo bene, però, che una eventuale versione ufficiale non allineata con quella del Sindaco avrebbe generato un cortocircuito politico non facilmente gestibile. Per questo, a mio avviso, Lei ha scelto la via più comoda: evitare il confronto. Tale scelta appare, del resto, coerente con la linea già adottata dal Sindaco, che ha di fatto sospeso unilateralmente il cosiddetto Tavolo dei Ceri, sostituendo l’autorevolezza con l’autorità formale. Riguardo alle competenze della I Commissione, Le suggerirei, prima di citarle, un chiarimento interno con l’Assessore Salciarini, la quale – proprio in una seduta della Commissione – ci illustrò come “gli affari generali” rientrassero in questo ambito, arrivando persino a ricondurre la questione del Campanone a tale competenza. Scelta che mi portò, come ricorderà, ad abbandonare immediatamente la seduta. Se il Campanone secondo voi può rientrare negli “affari generali”, non si comprende perché la vicenda in oggetto non possa farlo. Vengo, ora, a una proposta costruttiva. Le sottopongo due possibili soluzioni, entrambe corrette e diplomatiche: 1) Una riunione informale di Commissione, con la presenza del Presidente dell’Università dei Muratori. Nessun verbale, nessun tecnico: solo un confronto concreto. La domanda è semplice: la Presidenza ritiene di avere l’autorevolezza politica per assumerne l’iniziativa? 2) Una cena di confronto, alla presenza del Presidente dell’Università dei Muratori (se disponibile) e di eventuali ulteriori invitati che Lei riterrà opportuno coinvolgere. Presidente, Lei si trova a dover gestire una vicenda delicata. Io cerco esclusivamente la verità, per poterla condividere in modo corretto e trasparente con la cittadinanza, che non merita opacità. Mi scuso per lo stile forse diretto e per eventuali imprecisioni, ma -come Lei ben sa- Le scrivo dal cuore dell’Africa subsahariana, con mezzi di comunicazione limitati. La eco della Sua “assurda ” comunicazione, però, è giunta fin qui. Nell’attesa di riscontro, torno ai miei “leoni”, che – a differenza di qualcuno – non temono il confronto. Il coraggio è autorevolezza.









































La conoscete la favola di Pagotto e Nakata ???
No…così…per dire….