Si apre un caso sulle dichiarazioni in Consiglio Comunale, il 5 novembre, di Simona Minelli, consigliere comunale di minoranza (LeD), già membro della Giunta Stirati dal 2019 al 2024, che con riferimento al personale con partita Iva addetto al servizio degli ascensori pubblici di via Baldassini e via XX Settembre in capo a Gubbio Cultura Multiservizi Srl con il Comune socio unico, ha parlato di libera scelta da parte dei lavoratori, senza tutele né ferie.
Quanto espresso in aula da Minelli contrasterebbe, il condizionale è d’obbligo per quanto venga fatto osservare da chi gravita nella vicenda, che di fatto le sue argomentazioni hanno nella sostanza “smentito” contrastando con quanto riportato nel verbale dell’Ispettorato del Lavoro di Perugia che ha condotto approfonditi accertamenti sulla natura professionale dei rapporti dei tre (poi due) addetti con partita Iva (si è aggiunta successivamente una dipendente part-time 24 ore settimanali a tempo indeterminato di Gubbio Cultura).
Minelli ha anche riferito della cifra oraria di 16 euro, non facendo alcun cenno a una precedente tariffa oraria che di euro ne prevedeva 10.
Si rimarca, nella vicenda, che nel verbale dell’Ispettorato si richiama il fatto che nelle convenzioni iniziali ci fosse proprio la dicitura “Gubbio Cultura con i suoi dipendenti” e si fa esplicito riferimento alle diverse forme lavoro intervallate da assunzione di tre mesi sfociate nella modifica del rapporto, con la formula della partita Iva senza cambio di mansioni, oltre all’aggiunta di un’assunta in veste di dipendente.
Sicuramente l’intera vicenda, dal 2018 ai giorni nostri, potrebbe richiedere un approfondimento in sede di organismi di controllo, fino a verificare gli ambiti della magistratura ordinaria e contabile. La gestione degli ascensori chiama in causa la Giunta Stirati e la Giunta Fiorucci che in 16 mesi non ha adottato alcun provvedimento per modificare lo status quo, se non dopo le verifiche dell’Ispettorato del Lavoro di Perugia con il verbale e le conseguenti determinazioni iniziate con una riunione il 21 luglio scorso, proseguite con la lettera di licenziamento inviata il 27 agosto fissando il termine di 60 giorni e il passaggio del servizio dalla società partecipata a una cooperativa privata dal 1° novembre senza gara di evidenza pubblica ma con affidamento diretto sebbene ci fosse tutto il tempo per adottare provvedimenti non d’urgenza ristretti a pochi giorni. Anche su questo ci potrebbero essere approfondimenti.






































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