La Gubbio Cultura Multiservizi Srl è quella società partecipata in cui il Comune proprietario non sa che fare, perché la Giunta Fiorucci da 15 mesi non ha adottato alcuna strategia precisa e l’amministratore unico Paolo Rocchi è praticamente un separato in casa, anche perché nominato dall’ex sindaco Filippo Mario Stirati.
C’è in corso una battaglia del cerino accesso, nel timore di tuoni e fulmini quando l’Inps deciderà eventuali multe e risarcimenti sulla vicenda nota ormai da lunghi anni, e denunciata apertamente da Filippo Farneti quando era consigliere comunale di minoranza senza poi fare praticamente nulla fino al verbale dell’Ispettorato del Lavoro di Perugia, nel diventare assessore del sindaco Vittorio Fiorucci in quota Gubbio Civica.
Una riprova dello scollamento tra proprietà e gestione sta in quanto sta accadendo con la dipendente a tempo indeterminato part-time in servizio agli ascensori pubblici in via Baldassini e via XX Settembre. Dal 1° novembre 2025 la gestione degli ascensori è stata affidata, con procedura diretta senza gara a evidenza pubblica sebbene non vi fosse il caratterere dell’urgenza, alla cooperativa sociale Sopra il Muro che si occupa di verde e cimiteri, pagando peraltro una tariffa nettamente superiore a quella corrisposta alla società partecipata che teneva due dipendenti con partita Iva trasferiti di punto in bianco, dopo il licenziamento scattato il 27 ottobre con preavviso dal 27 agosto e deciso il 21 luglio scorso, alla cooperativa sociale con contratto di assunzione a tempo determinato.
La dipendente non ha ricevuto né comunicazioni né disposizioni e si presenta agli ascensori perché quello “sarebbe” (è fino a comunicazione contraria) il suo posto di lavoro in assenza di azioni ufficiali nei suoi confronti. L’amministratore unico non le dice nulla, il sindaco Fiorucci e Farneti neanche. La signora è giustamente disorientata da una situazione decisamente misteriosa perché su tutta la faccenda c’è il silenzio, al di là di una delibera adottata dalla Giunta Fiorucci e inserita nell’Albo Pretorio del sito web dell’ente.
Non è dato sapere chi possa o debba controllare tutta questa storia, tra il silenzio imbarazzante delle minoranze che in Consiglio Comunale vanno per parlare della guerra a Gaza e altre amenità (senza generalizzare, naturalmente). Non ci si pone alcun problema su questa situazione, sebbene i consiglieri comunali di maggioranza abbiano incontrato il personale della Gubbio Cultura e adesso si preparebbero a farlo anche i consiglieri di minoranza, pensando forse di essere in campagna elettorale.
Oltretutto, quella dei due addetti agli ascensori, che fino al 27 ottobre scorso erano di fatto trattati come dipendenti seppure con partita Iva, non è l’unica incongruenza nel personale della Gubbio Cultura. Non sarebbero, insomma, un caso isolato. Non si sa se anche quest’altra parte della faccenda finirà sotto la lente d’ingrandimento dell’Ispettorato del Lavoro di Perugia, e se vi sarà un’attenzione da parte della magistratura ordinaria e contabile.









































Quindi la guerra sarebbe un’amenità?